Tom Ford trasgressivo?

Maggio 2008: la campagna primavera-estate di Tom Ford vine censurata dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. Motivo: troppo trasgressiva.

Considerando la foto in alto addurrei sinceramente un altro motivo per la censura: quella foto non è degna di una griffe alla Tom Ford (un maestro della linea uomo) ma non per il gusto trasgressivo (che fa ridere) ma per la qualità compositiva dell’immagine.

Un uomo e una donna nudi (e come se no?) si accoppiano sul prato di un giardino (si suppone una villa di lusso) mentre due uomini guardano dall’alto con un drink in mano (rigorosamente vestiti Tom Ford), un alberello alle spalle.

E che ci sarebbe di trasgressivo?

a) i due si accoppiano in posizione da cupola rigorosamente classica
b) gli altri due si vede che sono felicemente gay
c) a parte lei tutti sono evidentemente disinteressati all’atto
d) l’immmagine compositiva è banalmente grezza
e) l’inquadratura è decisamente sempliciotta: rigidamente frontale, che fantasia!

Diciamolo chiaro: per essere una pubblicità di Tom Ford è brutta.

Per diventare veramente trasgressiva doveva essere ricomposta in una visione artistica di maggiore impatto e di maggiore spessore semantico:

a) va bene l’accoppiamento al centro della composizione, ma minimo doveva essere una posizione in cui c’era lei era all’amazzone.
b) i due gay vestiti dovevano assumere una simbologia cariatidica ai lati della composizione grafica ma in atteggiamenti di sinuosità formale quasi languida, magari con l’ultilizzo di divani o chaise longue di lusso.
c) quell’alberello sul fondo è osceno: doveva esserci una piscina o delle luci alternative.
d) uno dei personaggi doveva osare un sorrisetto furbo ad indicare la complicità semi-diabolica e viziosa della trasgressione.

e) l’inquadratura doveva mostrare una prospettiva trasversale di maggiore impatto.

A questo punto mi sento in dovere morale e civile di protestare alquanto per uno scempio di questo genere: con questa censura si è offesa la trasgressione, perla e regina dell’opera d’arte, specialmente in un campo artistico intrigante come la moda.
E comunque meglio così, perchè in realtà si doveva censurare per bruttezza.

La trasgressione ha un altro charme.

Santo Kubrick in Eyes Wide Shut, quella si che è trasgressione.

Allego altre due foto, che a mio giudizio sono le migliori di tutta la campagna, per dimostrare la banalità di immagine che ha avuto l’onore di essere censurata niente di meno che per trasgressione: povera arte…


13 risposte a "Tom Ford trasgressivo?"

  1. Perdonami se il mio commento non sarà molto corposo, ma sono estremamente stanco, e la parola è già andata a dormire 🙂
    Ti dirò semplicemente che concordo con la banalità della prima foto, ma più in generale ormai trovo banale quella forma di pubblicità che utilizza il corpo femminile/maschile e gli accenni sessuali . E’ per me indice di una scarsità di idee colossale e che ovviamente punta ad una facile attenzione/attrazione dell’ormone.
    Diciamo che la metterei alla stregua di uno scoiattolo che deve scorreggiare per vendere gomme…. 😉
    p.s. posso aggiungerla ai miei link? 🙂

  2. Per Luke: mi piace “una facile attenzione/attrazione dell’ormone”.

    certo che puoi aggiungermi ai tuoi link. Tra un po’ passo sul tuo blog. 😉

  3. Per gli Antichi Greci,più precisamente per gli Ateniesi, cuore pulsante del fermento artistico e culturare di ogni tempo,l’immagine(ma piu generalmente la composizone) è sempre stata la proiezione della propria essenza a seconda degli stati d’animo dell’artista.Teoria che risulta un credo sconfessabile se si pensa che quando Callimaco scrisse gli “‘Aitia”,il manifesto della cultura alessandrina,si trovava in un periodo assolutamente di beatitudine con la propria anima.E come lui ci sono tanti altri esempi.A volte però succede che l’immagine(o la composizione in generale)diventa proprio il mezzo attraverso il quale riusciamo a stare meglio,a sfogarci,a venir fuori.E cosi’ essa diventa catarsi,ma non è più la proiezione dei nostri stati d’animo bensi’il risultato di essi.Non è più contenuto ma forma.Penso,dunque,che il Signor Tom Ford durante la creazione di questa campagna pubblicitaria,abbia proiettato solo la forma,anche se banale,del suo io interiore probabilmente insicuro nell’esprimersi per paura di sbagliare e pertanto esigente di conformarsi al mondo che ci circonda stereotipato ma grasso e bamboccione perchè tutti sono uguali ma si sentono protetti proprio perchè marchiati dallo stesso timbro,è un Tom Ford catturato e ipnotizzato da questo mondo tutto pelle e burro,dove se c’è sesso c’è “Nike”…Dove l’inquadratura è rigidamente frontale per non entrare in collisione con il pianeta.Non giudichiamolo ma capiamolo,anche se non è facile,ma purtroppo anche l’arte è vittima…

  4. Ottima analisi.

    Ci piace il “mondo che ci circonda stereotipato ma grasso e bamboccione perchè tutti sono uguali”

    Ci piace “questo mondo tutto pelle e burro,dove se c’è sesso c’è “Nike”…”

    pelle e burro… una definizione alla Andrè Breton.

    Ci piace… “l’inquadratura è rigidamente frontale per non entrare in collisione con il pianeta.”

    Però non concordo sulla fine: non giudichiamolo…

    eh no! L’arte è arte. La moda è una signora arte e sinceramente da buongustaia percettiva, per certi brand io esigo sempre il meglio, con uno sfondo di raffinato intellettualismo che non deve cedere alla banalità degli impulsi.

    Se no tutti ci mettiamo a fare pubblicità senza né metodo né consapevolezza di sorta.

    Per il resto… Cristina sei proprio la mia sorellina bellissima! 😉

  5. Madò quanto me sento ‘gnorante 🙂
    (non scherzo…)
    Passa/te pure da me liberamente. Mi stimola il confronto “illuminante”… no.. non il tuo Andrè.. :D:D:D:D (qui scherzo)
    Grazie per i complimenti Dott.sa La Centa, onoratissimo 🙂

  6. Per la cronaca il link di Luke è da oggi linkato a lato. 😉

    Ma anche karmakomix è un tuo blog?

    Per Andrea: ma perchè quando non sai che dire dici sempre “ma la fate finita?” 😉

  7. credo invece che la rigidità negli schemi e nelle forme della prima foto che hai criticato sia stata voluta appositamente così. infatti trasmette quel pizzico di trash che in una campagna pubblicitaria di moda non stanca mai.

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