La cupola del Bundestag by Sir Normann Foster

 

Il palazzo del Reichstag di Berlino è costruito tra il 1884 e il 1894 in stile rinascimentale secondo il progetto di Paul Wallot e inaugurato dall’imperatore Gugliemo II nel 1894. Distrutto da un incendio nel 1933, anno dell’ascesa al potere di Hitler, nel maggio del 1945 la foto di una bandiera sovietica sulle rovine del Reichstag dopo una sanguinosa battaglia fa il giro del mondo.

 

 

Nel luglio del 1945 la Germania è divisa in quattro zone: americana, francese, britannica, sovietica. Berlino è situata ad est, nella zona sovietica, ma la zona del reichstag finisce sotto il controllo occidentale.

Nel novembre del 1954 viene distrutto il telaio d’acciaio della cupola del Reichstag, già precedentemente rovinata e nel tra il 1957 e il 1961 inizia la ricostruzione del palazzo imperiale.

Il 12 agosto del 1961 è eretto il muro di Berlino, appena ad est del Reichstag.  

Nel 1971 il Reichstag è riaperto al pubblico: lo compongono 650 sale per i membri del Parlamento, 200 nuovi uffici e un corridoio di recezione per 1500 persone.

Il 9 novembre del 1989 viene demolito il muro di Berlino dopo 28 anni: la Germania è riunificata e le celebrazioni avvengono davanti al Reichstag.

Nel 1992 è indetto un Concorso Internazionale per l’assegnazione del progetto di ristrutturazione del Reichstag destinato a nuova sede del Bundestag.

Nel 1993 risulta vincitore l’architetto inglese Sir Normann Foster che inizierà i lavori nel 1995.

Il 19 aprile del 1999 la nuova sede del Parlamento della Germania unificata è, con un costo di 600 milioni di marchi tedeschi, il Parlamento più moderno del mondo.

 La cupola in acciaio e vetro è alta 23,5 m, ha un diametro di 40 m e un peso di 1200 tonnellate. All’interno della cupola una rampa a doppia elica permette un belvedere panoramico in una fantastica passeggiata che abbraccia Berlino a 360°, permettendo ai visitatori di camminare simbolicamente “sopra le teste dei loro rappresentanti politici”.

 Un tronco di cono con diametro di base 2,5 m e 16 m di diametro superiore, perfora la sala planetaria in una light sculptor di 300 tonnellate, 360 specchi di vetro altamente riflettente ed una serie di cellule fotovoltaiche che regolano la penetrazione della luce e del calore nelle ore diurne e con un inverso sistema nelle ore notturne, trasformando la cupola in un grande lampione nello skyline di Berlino.

La trasparenza è il principio guida dell’intervento di ricostruzione evidenziata dal grande uso di pareti di vetro e di strutture leggere, in un’ottica di permeabilità e dimensione pubblica come simbolo e riconoscenza della nuova Berlino.

I visitatori sulle rampe non possono effettivamente vedere la Camera sottostante il cono di specchi, ma i Deputati vedono realmente i visitatori, come monito di continua responsabilità civile e promemoria per il lavoro di rappresentanza che si sta svolgendo.

Come dire che alla base della democrazia passeggia il popolo che guarda curioso sulla città, in una prospettiva di totale trasparenza e libertà di movimento su un elicoide che sale oltre le teste dei deputati a tutto tondo.

Un dialogo emozionante e vibrante che aleggia tra la massa spessa delle mura storiche e il simbolo della nuova Berlino, tra passato e futuro, come un faro nella notte, a ricordare che comunque sia, dopo qualsiasi orrenda tempesta, torna sempre il sereno.

 

 

Da vedere.

 

 


4 risposte a "La cupola del Bundestag by Sir Normann Foster"

  1. La trovo veramente un’idea bellissima, sembra quasi banale definirla “geniale”; forse è veramente un opera “illuminata”! E come al solito grazie per le tue “perle” 🙂

  2. Valin è bellissimo, a Berlino tutto è fantastico, ma la cupola “trasparente come dev’essere trasparente la democrazia” è emblematica della cultura di questa nazione, che dovrà cercare di riscattarsi per sempre, sai che nonostante io ci sia stato non sapevo che da sotto i parlamentari potessero guardare i visitatori.
    Hanno lasciato il duomo principale semi-distrutto dopo la guerra, come monito, per ricordarsi sempre gli orrori della guerra.
    Hanno scritto a caratteri cubitali sulla facciata dell’università Technische una celebre frase di Einstein ” la cultura non è ciò che ti viene indottrinato a scuola, ma è ciò che si ottiene con la reale esperienza di vita”.
    Insomma Berlino è sicuramente la mia città preferita in europa, se non fosse per il tedesco sicuramente ci andrei a vivere.

  3. @ Luke: grazie! per me è un piacere mostrare le genialità che ancora riusciamo, in quanto specie umana, a generare nell’epoca post-nichilista.

    Mi sembra un po’ come dire che comunque c’è speranza e che l’evoluzione (positiva) è possibile.

    @ Vincent: si bellissima Berlino.
    Una città veramente contemporanea con delle architetture da far invidia e sicuramente da contemplare con estasi e sommo piacere.

    Ma ci sei stato al monumento di Eisenmann?

    L’ho vista anche io la scritta d Einstein: utile.

    Però qualche parolina in tedesco…

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