Hitler decapitato a Tussauds

La notizia era riportata su Repubblica il 3 luglio 2008 in questi termini:

Aprirà tra due giorni, ma sono settimane che il museo di Madame Tussauds di Berlino è al centro delle polemiche. Il motivo è la statua di cera che ritrae il dittatore Adolf Hitler, le cui foto sono state rilasciate oggi. In molti si chiedono se sia necessario che il Fuhrer venga esposto nella collezione di personaggi famosi accanto al presidente francese Nicolas Sarkozy e al filosofo Karl Marx. Un politico della Cdu ha definito la statua “disgustosa”. Ma una portavoce del museo, Natalie Ruoss, ha spiegato che è stata data molta attenzione al contesto in cui il dittatore del Terzo Reich è rappresentato: non come una figura da riverire, ma come un uomo fallito, ritratto nel suo bunker agli sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale.

“Come un uomo fallito” dicono: un’accezione morale del fare arte che distoglie dalle presunte ambiguità di un’analisi critica polivalente.

Premesso che l’opera in merito appartenga alla ritrattistica storica tridimensionale non propriamente appartenete alla categoria dell’arte eccelsa,

non mi sembra esattamente il caso comunque di autorizzare giudizi morali nell’opera d’arte.

La notizia di oggi è però scovolgente: all’apertura del museo la stutua di cera di Hitler è stata decapitata da un visitatore.

In attesa di aggiornamenti linko il video della statua ancora intatta.

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6 thoughts on “Hitler decapitato a Tussauds

  1. Il giudizio morale della sig.na Ruoss era forse morale, ma non riferita all’opera d’aret. Riferimento era storico. E più che di giudizio mi sembra si tratti di giustificazione.

    Ad ogni modo nn so se sia il caso si parlare di arte nel caso di una semplice riproduzione in cera del fuerer.

    Guarda, invece, cosa ha combinato il buon Maurizio ( http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.zibaldoni.it/wsc/SiteImage/image/Cattelan%2520Hitler.jpg&imgrefurl=http://www.zibaldoni.it/wsc/default.asp%3FPagePart%3Dpage%26StrIdPaginatorMenu%3D26%26StrIdPaginatorSezioni%3D43%26StrIdPaginatorNomeSezione%3DENRICO%2BDE%2BVIVO%252F%2BMovimenti&h=359&w=280&sz=12&hl=it&start=2&sig2=L7Lv-RCkVxJHdj9r47JbaA&um=1&tbnid=3HwXJVfr67V2BM:&tbnh=121&tbnw=94&ei=rNNvSNioKJmE7gXVnKT3Aw&prev=/images%3Fq%3Dhitler%2Bcattelan%26um%3D1%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26sa%3DN ) , e segna, come nella settimana enigmistica, le differenze.

    Emanuele

  2. Ciao Emanuele,
    Una giustificazione, come suggerisce l’etimologia della parola, ha un ovvio riferimento morale.

    Se vogliamo essere ancora più precisi e tecnici (filosoficamente parlando) allora direi “etico”.

    Mi sembra il caso di parlare arte (la qualità dell’opera esula ovviamente l’essenza dell’opera) in quanto:

    a) il personaggio storico è rappresentato con realistico pathos mimico.
    b) è presente un ambientazione scenica che conferisce aspetti informativi vari.
    c) si da il caso che sia presente un grande lavoro di progettualità collegata alla realizzazione (sia teorica che pratica) dell’opera.

    Mi sembra anche alquanto ovvio che la qualità dell’opera rasenti il kitsch. Ma ovviamente è per il Museo delle Cere.

    Suggerisci, ingenuamente, e con una certa spocchia che mi lascia un leggero e inquietante disappunto, Maurizio Cattelan. 🙂

    Approvo, ovviamente.

    è tra i miei preferiti. Sicuramente il più geniale degli artisti italiani viventi.

    Ma se tu avessi dato uno sguardo al mio blog prima di scrivere avresti notato uno dei post più cliccati dell’Archilady Menabò: Il genio di Maurizio Cattelan colpisce ancora.

    Lo trovi nella sezione di Arte e ControParte.

    Ti consiglio il mio post su Cattelan in merito all’argomento.

    Ovviamente ho notevolmente citato l’opera di Hitler che prega.

    Dulcis in fundo:
    Non capisco esattamente “il tono” con cui mi sproni a segnare le differenze.

    Ciao!

  3. Amica mia, che io sia spocchioso è notorio.
    Non posso negarlo.

    Ma non ero critico nei tuoi confronti, accidenti, ma solo su quello che avevi scritto!
    Mi sembra assurdo leggere tutto il blog prima di commentare. Surfando fra i tag ho letto “questo” ed ho commentato “quello”. Tutto qui.

    In fin dei conti io ho solo detto tre cose:

    – non sono daccordo con l’implicito di questa tua affermazione: “un’accezione morale del fare arte che distoglie dalle presunte ambiguità di un’analisi critica polivalente.” Infatti nella tua risposta sei d’accordo con me nel dire che si trattava più di una giustificazione che non di un giudizio.

    – “non so se sia il caso di parlare di arte”. Non ho mica detto: “Uè, ma che cazzo dici, quel bamboccio non potrà mai essere considerata arte”. Infatti nella tua risposta hai molto civilmente spiegato il tuo punto di vista sulla questione, che accetto senza condividere.

    – poi ti ho segnalato un’opera. questo si poteva essere un po’ offensivo, lo riconosco e ti chiedo scusa. potev aess4ere offensivo perché poteva voler dire che tu nn conoscevi ua delle migliori manifestazioni dell’arte italiana contemporanea.
    Tuttavia, poteva essere offensiva. Ma non voleva esserlo davvero. Non mi rendevo conto che stavo parlando con una persona potenzialmente davvero interessata.

    Spero che, dopo queste frettolose spiegazioni, ti sia chiaro che il mio non voleva essere un attacco personalistico ma solo un invito a problematizzare alcune cose. Tra l’altro sono contento di essere riuscito nel mio scopo: vista la tua risposta, ora i tuoi lettori dovrebbero ringraziarmi di averti permesso di esprimere meglio alcuni concetti.

    Ps. Il mio tono finale del commento precedente era semplicemente scherzoso.

    Pps. Quanto prima leggerò il tuo post su Cattelan. Ma non penso prim adell’11 luglio. Ci sentiamo.

    Ciao!
    Col sorriso, ma sempre con un po’ di spocchia.

  4. Ok. Mi piaci.
    Fondamentalmente siamo simili.

    Mi sembrava strano che uno con le foto dei moti alla Sapienza in prima pagina sul blog, avesse uno sguardo miope sul mondo.

  5. Ti pongo un quesito: ma se invece di statue di cera venisse praticata la decapitazione di tutti gli amanasa sulla faccia della terra, in quanti rimarremmo?
    L’Italia diverrebbe sicuramente un paese scarsamente popolato 🙂

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