La Russa attacca, Napolitano para

Il limite dei limiti.

Riporto da Repubblica:

Intervenendo prima di Napolitano, La Russa ha elogiato il ruolo dei militari della Repubblica di Salò sostenendo che, “dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della Patria”.

Oltre ogni ostentazione, oltre ogni costituzione, l’apologia del fascismo, oggi, 8 settembre 2008, è esaltata in diretta nazionale, niente di meno che da Ignazio La Russa, attuale ministro della Difesa.

E ancora:

“Farei un torto alla mia coscienza – ha invece detto il ministro La Russa – se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.

Meritare il rispetto di chi?

Meritare l’apologia di cosa?

Un’infelice combriccola di uomini che difendeva una causa degenerante e degenerata.

Una follia collettiva che propinava la diseguaglianza e un regime.

Ma come si permette il signor La Russa di offendere pubblicamente quella patria che era stata ingiustamente deturpata da un potere perverso e arrogante?

Il discorso di oggi è un discorso pericoloso.

Per le dittature di tutto il mondo non c’è altra comprensione che la razionale condanna.

Non sono possibili punti di vista alternativi, non sono possibili buonismi d’opinione, quando siamo davanti a crimini verso l’umanità.

E mentre sul lodo Alfano le orecchie erano quelle del mercante, in questa sede, Napolitano ha proferito verbo secondo ragione:

“Vorrei incoraggiare tutti a rafforzare il comune impegno di memoria, di riflessione, di trasmissione alle nuove generazioni del prezioso retaggio della battaglia di Porta San Paolo, della difesa di Roma e della Resistenza”, ha detto Napolitano.

“Tutte le componenti ideali, sociali, politiche, della società italiana, – ha aggiunto – si possono trovare nel sentire come propria la Costituzione, nel rispettarla, nel trarne ispirazione”. Il presidente ha esortato tutte le forze politiche ad “animare un clima di condiviso patriottismo costituzionale”.

Napolitano ha ricordato: “L’8 settembre 1943 sancì il crollo – nella sconfitta e nella resa, nonostante il sacrificio e l’eroismo dei nostri combattenti – di quel disegno di guerra, in alleanza con la Germania nazista, che aveva rappresentato lo sbocco fatale e l’epilogo del fascismo. Ma quell’8 settembre annunciò nello stesso tempo la nascita della Resistenza, nel duplice segno che la caratterizzò fino all’insurrezione vittoriosa e alla Liberazione del 25 aprile del’45”.

Una parata quasi accademica, ovvia e sonstanziale.

Mi sembra il caso che davanti a certi scempi, un presidente della Repubblica, debba fare il suo mestiere: difendere la Repubblica democratica.

Anche perchè, per alcuni nostalgici, il concetto di patria, è ormai troppo relativo.

articolo di Repubblica.

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7 thoughts on “La Russa attacca, Napolitano para

  1. “Farei torto alla mia coscienza se non ricordassi..”

    Ma signor ministro, lei é Porta San Paolo a fare una scampagnata oppure é un Ministro del Governo della Repubblica?

    Abbia le sue idee, legittimamente, ma si ricordi che é
    il Minitro della Difesa di tutti gli italiani,
    di un Governo di tutti gli italiani,
    della Repubblica di tutti gli italiani.

    Altrimenti avrebbe ragione anche Prospero Gallinari se dicesse che anche alcuni delle Brigate Rosse in buona fede…

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