This is the Time… Goodbye Richard Wright

Il più grande gruppo di tutti i tempi, dopo il tramonto della grande classica di Mozart e Beethoven.

I più grandi geni uniti che hanno reso immortale una generazione.

Le più grandi anime che hanno superato i limiti della creatività.

I Pink Floyd.

Più grandi dei Doors, dei Sex Pistols, dei Deep Purple, dei Nirvana, e direi anche dei Beatles.

I Pink Floyd…

Il Cristo della musica.

Vicino a loro gli altri possono essere solo santi.

Come scriveva Rogers:

« Our music can generate awesome nightmares or it can throw you into the most fascinating ecstasy. Usually the latter happens. We realize that our audience stops dancing and just stands there in awe-stricken ecstasy »

 La nostra musica può darvi i peggiori incubi, o lanciarvi nell’estasi più affascinante. Solitamente si verifica questa seconda opzione. Ci accorgiamo che il nostro pubblico smette di ballare: rimangono tutti in piedi, a bocca aperta, in estasi. »

Dagli esordi al politecnico di Architettura a Cambridge, alle prime esibizioni degli aspiranti architetti musicisti all’Ufo club, alla prima impronta dei testi surreali di Syd Barrett, all’esordio The Piper at the gates of down, ai successi planetari di Dark side of the moon, I wish you were here e The wall.

Lo sperimentalismo che diventa poesia.

La poesia che diventa musica.

L’accordo che diventa pietra miliare.

Una sveglia, un elicottero, un confondersi confuso di voci che modula il suono come fosse spazio, come fosse realmente vivida e precisa ritmica di una concreta composizione architettonica.

La musica dei Pink Floyd si vede.

Ed è così che Richard Wright, dopo una breve lotta con il cancro (così riporta Wikipedia), ci lascia.

Lui che ha contribuito ad una grande storia, ad un grande sogno, alla sincera espressione della positività del genere umano.

Quando un’intera generazione gridava No alla guerra in Vietnam…

quando a Woodstock si pensava che il mondo intero sarebbe esistito per sempre sulle ali della libertà…

quando Kubrick presentava capolavori di un certo orgoglioso spessore…

quando Antonioni in Zabriskie Point faceva saltare in aria il villone con le note dei Pink Floyd sperando di portarsi via tutta l’ipocrisia misto-borghese…

quando un’intera generazione di studenti ha mobilitato un’intera classe dirigente in nome della giustizia sociale e dell’uguaglianza…

quella libertà serena, quasi morbida, a tratti frivola…

che forse ancora aleggia da qualche parte nascosta della Terra, magari un po’ stanca, magari a riposo.

Richard Wright.

La testimonianza che si deve credere sempre nei propri sogni.

Perchè lui, il suo, ce l’ha regalato… a tutti.

Dedicata a Rick… un bacio oltre i confini del tempo… sulle note della bellezza, oltre l’inamovibile semplicità di questo scorrere:

TIME

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an offhand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way
Tired of lying in the sunshine
Staying home to watch the rain
And you are young and life is long
And there is time to kill today
And then one day you find
Ten years have got behind you
No one told you when to run
You missed the starting gun
And you run, and you run to catch up with the sun, but it’s sinking
Racing around to come up behind you again
The sun is the same in a relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death
Every year is getting shorter
Never seem to find the time
Plans that either come to nought
Or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desparation is the English way
The time is gone
The song is over
Thought I’d something more to say
Home, home again
I like to be here when I can
When I come home cold and tired
It’s good to warm my bones beside the fire
Far away across the field
The tolling of the iron bell
Calls the faithful to their knees
To hear the softly spoken magic spells.

 Da Wikipedia:  Pink Floyd   Richard Wright

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7 thoughts on “This is the Time… Goodbye Richard Wright

  1. Ammore non c’entra niente ma oggi nelle mie tappe fisse su internet un blogger (http://elfobruno.ilcannocchiale.it/),che leggo sempre con piacere, ha colmato la mia ormai nota ignoranza su fatti storici e co.
    ecco un estratto….

    “20 settembre 1870, 20 settembre 2008.

    Centotrentotto anni di laicità, valore fondante dell’Italia e caposaldo dell’unità nazionale.
    Non permettiamo a nessuno che la nostra storia venga calpestata dai nemici della libertà italiana.

    Buona Porta Pia a tutte e a tutti.”

    Ecco : Buona Porta Pia a tutte e a tutti!
    Che la Valin sta studiando e non c’ha tempo d’aggiornare il blog ma noi seguaci della cinciallegra ci teniamo a dimostrarci degni di lei.

  2. Hai perfettamente ragione!

    Questa è stata veramente una mancanza clamorosa in Oggigiorno…
    il 20 settembre 1970 breccia di porta Pia…

    Se lo sapesse la mia mamma…

  3. Corregerei lla scritta di sopra “Più grandi dei Doors, dei Sex Pistols, dei Deep Purple, dei Nirvana, e direi anche dei Beatles.”
    aggiungendo MESSI INSIEME
    sono canzoni le loro i Pink Floyd è musica eterna c

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