La 133 della Controriforma Gelmini: un altro schiaffo alla Costituzione

Sono fondamentalmente due le caratteristiche di questo Paese che da sempre mi attraggono:

1) l’Italia è una Repubblica democratica, e sottolineo Repubblica. Considerando che in Europa esistono ancora sistemi monarchici, seppur costituzionali ma sempre inerenti ad obsoleti sistemi dinastici,  l’evidente qualità di livello del nostro sistema repubblicano con democrazia rappresentativa, in un certo senso mi compiace. Stiamo avanti.

2) l’assetto teoricamente equilibrato di un sistema misto tra pubblico e privato con la garanzia (teorica) di una sanità pubblica e dell’istruzione pubblica in primis.

Era il 1994 quando ho partecipato alla prima manifestazione studentesca contro la privatizzazione scolastica. Erano i tempi del primo governo Berlusconi e si parlava di privatizzazione e di destinazione di fondo pubblico ai privati nel campo della pubblica istruzione.

Fu subito scandalo.

Le blasfemie vennero censurate e il governo Berlusconi salutò a soli sette mesi dall’elezione.

13 ottobre 2008: 14 anni dopo

.

(foto delle manifestazioni in corso a Roma, Torino, Milano)

L’imprenditore d’Italia, l’uomo che si è creato da solo, colui che ha sedotto la classe media con il fascino dell’impresa vincente, del capitalismo crescente e dell’aggressività costante,

ci riprova, imperterrito e incurante,

ormai sicuro di una Camera, di un Senato, di un Presidente della Repubblica che addirittura firma una legge anti-costituzianale (il lodo Alfano) e di un popolo disilluso e disinteressato, quasi arreso al sopruso di una ingiusta gestione del Res publica.

Maria Stella Gelmini e la 133:

il nuovo capitolo di un attentato ad un sistema economico-politico che in teoria è il migliore del mondo.

Da Repubblica:

La legge 133 approvata il 6 agosto scorso – ex decreto Brunetta – e le sue norme sull’università: possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni di diritto privato, tagli al fondo di finanziamento ordinario (un miliardo e mezzo di euro in 5 anni) e blocco del turn-over al 20 per cento (modulo 5 a 1: per cinque docenti in pensione ne entra solo uno).


Al di là di qualsiasi discorso in merito alla corretta distribuzione del fondo pubblico, la possibilità di una privatizzazione dell’ istruzione nasconde un grave pericolo:

è un attentato al Diritto allo studio previsto dalla Costituzione italiana.

Articolo 3 della Costituzione:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 

Art. 33.

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti leggi dello Stato.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

In merito a soli questi 3 articoli mi pare evidente l’incompatibilità della 133 con la Costituzione italiana con l’insana pretesa di una reggente autarchica che non sovviene al giusto equilibrio degno di una Repubblica con democrazia rappresentativa il cui obiettivo è l’eguaglianza tra i cittadini e una corretta gestione delle libertà. 

L’ennesima prova che il governo Berlusconi riesce a tutelare solo gli interessi di quella classe arrivista, senza scrupoli e soprattutto senza alcun fondamento etico del vivere civile che manderebbe in rovina l’intero universo se solo non esistessero dei naturali circuiti per cui ad un certo punto “crakkano” della loro stessa superbia e speculazione.

c.v.d. Vedesi l’indecente crisi economica americana, il cui sistema estremamente liberale, non tutela e non garantisce quel giusto equilibrio di cui ha bisogno un sano sistema economico-politico, e che ciclicamente collassa sulla sua stessa ridicola accezione di libertà.

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13 thoughts on “La 133 della Controriforma Gelmini: un altro schiaffo alla Costituzione

  1. ieri ho parlato della riforma gelmini con un insegnante, durante qeulla che doveva essere un presidio ma poi si è trasformato in un corteo perchè c’era troppa partecipazione… mi ha fatto il confronto proprio con le manifestazioni contro la Moratti: “almeno allora” mi ha detto “si discuteva, c’era un progetto con il quall non si era d’accordo, ma almeno qualcosa su cui confrontarsi c’era” Adesso, l’unico progetto sono i tagli.
    Secondo me, è ottimista… il progetto c’è, oltre i tagli, ed è la decostruzione della scuola pubblica!

  2. Non è ottimista.
    è semplicemente disinformata.

    perchè quando in un sistema come il nostro si propone la “possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni di diritto privato” (riportato da Repubblica)

    questo è il primo passo per lo smantellamento della pubblica istruzione.

    Che i governi di centro-destra (questo è solo di destra) abbiano tagliato i fondi all’istruzione non è una novità.

    La destinazione dei fondi pubblici viene sempre dirottata dall’istruzione alla difesa.

    Ovvero tutte le risorse destinate alla formazione culturale del paese finiscono in inutili missioni e… come adesso ai militari per le strade.

    Ridicoli.

    Per quanto riguarda la tua visione di decostruzione,
    sono pienamente d’accordo.

  3. la cosa che fa più rabbia è che si evince una grandissima ignoranza, tanta gente poco, o per nulla acculturata, e loro invece di battersi su ciò, che non è poco, ma è un enorme problema per il futuro, loro cosa fanno??? incentivano ciòòò, quanti ragazzi troveranno ” la scusa” per mollare gli studi? tanti.
    quanti ragazzi non potranno permettersi l’istruzione e quindi la crescita interiore? tanti.
    quanti ragazzi non potranno permettersi di realizzare i sogni e le proprie aspettative? tanti.
    l’ignoranza è un tema GRAVE da affrontare, e non lo si fa con la privatizzazione…non possiamo permetterlo!

  4. È assolutamente ridicolo che un settore delicato come quello dell’istruzione sia continuamente riformato. È ridicolo perchè c’è tanta speculazione, ed è ridicolo che ci sia anche disinformazione sul tema, dato che i manifestanti vengono affibiati ai soliti “comunisti a cui è in mano l’istruzione pubblica”.

  5. La gravità è che spesso tanti cittadini non hanno problemi ad accettare norme anti-democratiche.

    è come se ci fosse una sorta di accettazione-rassegnazione.

  6. La Gelmini afferma ke mancano i fondi x la scuola,perfettamente d’accodo anke xkè i risultati si vedono!ma invece di licenziare professori e fare riforme inutili,xkè non vengono diminuiti i super stipendi dei parlamentari?!
    questo paese sarà distrutto,xkè nessuno potrà più permettersi un istruzione degna di essre kiamata tale…il popolo italiano sarà solo una massa di ignoranti e un popolo ignorante è un popolo ke può essre sottommesso molto facilmente!ke skifo…..

  7. sono un genitore che si sacrifica per far studiare il figlio!
    cosa ne vuol sapere il Sig. Berlusconi di sacrifici ! perche minaccia gli studenti, come si permette! Non tutti sono privilegiati da poter utilizzare per tutto, come lui , le strutture private o mandare i figli all’estero. E allora? Manifestate ragazzi, difendente i Vostri sacrosanti diritti, non fatevi indimidire dalle minacce! COSA FANNO VI PICCHIANO? VI ARRESTANO TUTTI? E GIA’ TUTTI GLI STUDENTI IN GALERA E I DELINQUENTI FUORI! NON ABBIATE PAURA, FATE VEDERE CHE NON TUTTA LA SOCIETA’ E MARCIA DI DROGATI E DELINQUENTI, DIFENDENTE IL VOSTRO DIRITTO ALLO STUDIO, LO STUDIO NON DEVE ESSERE SOLO PER I RICCHI

  8. Cara signora Gabriella il dossier sulla mobilitazione al sit-in è dedicato a lei e a tutti i genitori che ritengano civilmente sacro il diritto allo studio di TUTTI.

  9. Sto discutendo da un pò con alcuni amici e con alcuni adulti favorevoli a questa riforma (io sono invece un manifestante attivo e fortemente contrario).
    Da liceale quale sono non ho intenzione di compromettere il mio futuro di universitario a causa della privatizzazione dell’istruzione, dato che non avrei i soldi per studiare.

    Una cosa che non ho compreso bene (chiedo a te cosa ne pensi) è la questione sui tagli di fondi.

    Vengono spesi molti soldi per la scuola, e le scuole non li sanno utilizzare, ma cosa comporta un taglio di fondi come quello previsto dalla riforma?

  10. dimenticavo un’altra domanda, mi è sorta sempre durante una discussione con un amico.

    L’occupazione delle scuole che si sta svolgendo presso la mia città sta costringendo anche chi è contrario alla riforma a non poter entrare a scuola per studiare, è giusto questo?

  11. ti rispondo alla prima domanda con il testo che abbiamo distribuito oggi
    durante un flah mob (performance artistica)
    che abbiamo fatto a Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e Piazza Navona.
    dell’In onda azione:

    senza fondi pubblici non possono esistere ricerca libera e istruzione per TUTTI

    il turn-over del personale fissato al 20% non razionalizza la gestione dell’università.

    In realtà:

    meno professori=meno studenti=una società ignorante

    Per la seconda domanda ti rispondo quanto prima.
    Non è facile ma una risposta c’è sicuramente.

    A presto!

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