E dopo la regressione… la Repressione.

23 ottobre 2008: Silvio Berlusconi convoca una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Obiettivo e tema del giorno: un avvertimento, come lo definisce Repubblica, alle migliaia di studenti che in Italia stanno protestando contro un decreto che sancisce la fine della pubblica istruzione di un paese democratico. (vedesi post sottostante)

Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare”. Poi, rivolto a una giornalista che aveva posto la domanda, aggiunge: “Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro”.

e ancora:

“Convocherò oggi il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere”.

Dopo un insensato attacco agli studenti di estrema sinistra, ai collettivi e ai centri sociali il Cavaliere minaccia e promette Repressione per tutti i dissidenti al Regime. 

Con l’invocazione e il ricorso all’uso della forza pubblica per mantenere l’ordine viene ribadita oggi una forma di perversa e subdola dittatura.

Premettendo che l’estrema sinistra grottescamente riesumata dal Cavaliere non esiste neanche in Parlamento,

personalmente, avendo frequentato l’università La Sapienza di Roma per dieci anni, posso testimoniare che i collettivi di sinistra sono in realtà un’esigua minoranza (di cui non faccio parte), in genere anche molto indipendente e “snob” (non ha mai avuto biosogno di cercare alleatucci vari ed eventuali per fare quello che doveva fare).

Mi sembra evidente che le migliaia di studenti che stanno protestando in Italia non siano esattamente “quelli dell’estrema sinistra”.

O per lo meno: non solo loro.

E mi sembra evidente, dato le dinamiche relazionali che l’estrema sinistra in genere usa

– ripeto: non si allea mai con chi non è come loro. (e per questo infatti stanno fuori dal Parlamento n.d.r.)

che in realtà il Dl 133 e la minaccia di stravolgere la pubblica istruzione a favore dei privati non sia esattamente un problema della sola “sinistra estrema” superficialmente e ironicamente riesumata dal Cavaliere.

Qui si parla di:

1) tutela dei diritti del cittadino in merito alla formazione

2) garanzia di una libertà di espressione e di libera possibilità di manifestare un dissenso pubblicamente.

Come è solito dell’ArchiLady Menabò, rimando quindi alla Costituzione,

ART. 17

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.

Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Per l’articolo di Repubblica

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