La Prima Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” in 12 ore si mobilita contro il dl 133

inizia così: all’ombra della Minerva,

sulle scalinate del Rettorato della Sapienza ore 18:00 di mercoledì 22 ottobre 2008:

la Prima Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni”  organizza in assoluta autonomia un’assemblea studentesca.

Finalità: capire cosa sta succedendo sul Dl 133 della Gelmini in relazione alle mobilitazioni contro il dl 133 che dilagano in tutta Italia.

Siamo in 70. Prendiamo coscienza del nostro ritardo rispetto a Facoltà quali Fisica, Chimica, Lettere e Filosofia, Scienze Politiche. In 70 decidiamo che la Ludovico Quaroni non avrebbe aspettato l’assemblea indetta dal Preside per venerdì 24 ottobre 2008

ma

che oggi, 23 ottobre 2008, si sarebbe riunita un’assemblea studentesca nell’atrio della sede di via Flamina alle ore 14:00.

Finalità: leggere insieme il dl 133 e unirsi al sit-in davanti Palazzo Madama richiesto dalle scuole medie superiori di Roma.

Ore 8:00 del 23 ottobre 2008:

Strategie:

– si dispone un banchetto nell’atrio di via Flaminia come punto informativo e raccolta indirizzi e-mail

– alcuni gruppi divulgano nelle sedi di via Gianturco, via Flaminia e Fontanella Borghese la notizia dell’assemblea studentesca prevista per le ore 14:00

– un gruppo prepara il materiale di comunicazione grafico-visiva per il sit-in a Palazzo Madama e per l’atrio di via Flaminia

– un gruppo studia il dl 133 e prepara l’introduzione all’assemblea studentesca.

Ore 11:30

– Pre-assemblea nell’atrio di via Flaminia in cui ascoltiamo l’esperienza di Noemi di Fisica.

Ore 13:30

preparazione all’assemblea studentesca delle ore 14:00 del 23 ottobre 2008

Ore 14:00 : inizia l’assemblea studentesca.

Si legge pubblicamente quanto segue:

Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 – Suppl. Ordinario n. 196

(*) Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi

 

 

Capo V
Istruzione e ricerca

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

 

Si continua i tagli del fondo pubblico per l’istruzione, con il turn-over degli insegnanti e con le graduatorie europee.

Ricordiamo che La Sapienza è l’Università più grande d’Europa e la seconda al mondo dopo Il Cairo.

Ricordiamo che larticolo 34 della Costituzione italiana tutela il diritto allo studio:

La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Intervengono tre docenti, tra i quali Menechini e Strappini (due donne n.d.r.)

Intervengono due studenti favorevoli al dl 133. A conclusione dell’improbabile discorso sono fischiati in modo elegante.

Si decide di partecipare tutti al sit-in di Palazzo Madama.

Obiettivo: informare l’opinione pubblica.

L’università pubblica non si svende!

La pubblica istruzione NON è né Trenitalia né Alitalia.

Il sapere, la cultura e la ricerca sono i beni fondamentali di un paese industrializzato e il DIRITTO ALLO STUDIO deve essere garantito e tutelato PER TUTTI, NESSUNO ESCLUSO.

Ore 16:30

Ci dividiamo in gruppetti da 4-5 persone e ci avviamo discretamente verso Palazzo Madama con gli striscioni e i megafoni nascosti negli zaini.

Ore 16:50

Siamo a Palazzo Madama e siamo la prima facoltà  della Sapienza ad aver raggiunto la postazione davanti le transenne. Tiriamo fuori gli striscioni e i megafoni. Ci uniamo alle scuole medie superiori.

Ore 17:10

Arrivano gli studenti di Roma Tre.

Ore 17:20

Riceviamo la notizia che il numerosissimo corteo della Sapienza partito da Piazzale Aldo Moro è bloccato dalle forze dell’ordine in prossimità di Piazza Navona.

Ore 18:00

Arrivano gli studenti della Sapienza e altri studenti delle scuole medie-superiori. Piazza navona è invasa.

Tra gli slogan:

Noi non abbiamo paura

La vostra crisi non la paghiamo

La cultura fa paura, voi siete la dittatura

Tra le ore 18:30 e le 20:00 c’è il culmine del sit-in.

Si chiama il Ministro Gelmini, si chiede di scendere da un Palazzo completamente blindato.

Ore 20:20

Il Senatore del PD Francesco Sanna si avvicina alle transenne e risponde alle nostre domande.

e la mia domanda è sempre la stessa:

cosa si può fare per abrogare subito l’art.16 sulla possibilità di trasformazione degli atenei pubblici in fondazioni private e difendere l’art. 3 e l’art. 34 della Costituzione italiana?

Stanno vedendo.

Ringrazio per la disponibilità e auguro un buon lavoro.

Ore 20:30

Qualcuno con la telecamera mi chiede fino a quando continueremo.

Risposta:

Ad oltranza. Questo è solo l’INIZIO.

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4 thoughts on “La Prima Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” in 12 ore si mobilita contro il dl 133

  1. D.ssa Gelmicchi,
    quale onore scrivere sul vostro Blogss!
    In qualità di persona fisicamente presente all’assemblea in questione nonchè di conoscente dei “due studenti favorevoli al dl 133” (che comunque è legge, conversione del d.l. 112), mi permetto umilmente di farvi notare che i “due studenti favorevoli al dl 133” tutt’altro potevano essere, e difatti sono, che “favorevoli al dl 133”.

    Più semplicemente potrei ritenerli due studenti che hanno espresso la loro opinione motivandola testo alla mano e che le leggi in questione hanno provato a leggerle direttamente senza farsele raccontare da improbabili giuristi improvvisati. E che, espresse delle critiche razionali, non sono stati “fischiati in modo elegante”, ma piuttosto messi a tacere perchè dissonanti dal coro della massa universitaria. Ma tutto ciò è buono e giusto, lo comprendo, perchè è stato fatto nel nome della democrazia e dell’amore tra gli studenti.

    Ricordo poi di un improbabile soggetto rappresentativo di rosso capigliato che inveiva contro di essi ma che nemmeno ha avuto il coraggio di esprimere le proprie perplessità direttamente ai “due studenti favorevoli al dl 133” in questione. Soggetto di discutibile eleganza e senso democratico.

    Con tanta ammirazione, rispetto e cordialità.

    Giulio Magnani

  2. Caro Giulio!
    Che piacere…
    ma perchè non mi vieni a parlare anche dal vivo?
    Sarei veramente felice di conoscerti! 🙂

    E cmq oggi i due studenti sono stati all’assemblea di questa mattina e a quella di oggi pomeriggio.

    E se non ho capito male mi sembravano collaborativi.
    A presto!
    🙂

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