Teoria dei cicli storici

Cicli storici

Sinusoide della storia rispetto all’evoluzione dello spirito applicato agli eventi italiani.

La sinusoide prevede un ciclo di 40 anni e dei punti focali ogni 20 anni.

Il punto d’origine in questo schema  è il 1948 data della promulgazione della Costituzione italiana come fondamento del diritto. Si enunciano i diritti inviolabili dell’uomo.

Nel 1968 rappresenta un apice positivo dello spiritosi in quanto si richiede il diritto allo studio per tutti con un movimento di proporzioni mondiali.

Il 1988 è l’anno dell’ultimo Governo del pentapartito di De Mita, in cui i partiti agenti mantengono ancora una propria identità politica nonostante la “Grande Alleanza tra DC, PSI, PSDI, PRI e PLI”. Da questa data lo spirito precipita nell’ombra instaurando una serie di collusioni e di inquinamenti etici ed ontologici rispetto alla propria fenomenologia.

Il 2008 è la data che segna due gravi attentati alla Costituzione italiana:

– il Lodo Alfano con la proposta di immunità parlamentare per le alte cariche e per cui la Legge non è più uguale per tutti,

– il Dl 133 della Gelmini l’art. 16 della Finanziaria in cui si propone la possibilità di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di Diritto privato e per il quale il diritto allo studio non è più garantito e tutelato.

Nel 2010 siamo nel grigiore dello spirito e nel baratro della crisi di identità dovuta all’orgiastica corruzione che pullula sia nel viscido sistema clientelare e servile dei governati che nel losco sistema di favoritismi e intrighi dei governanti.

Il primo evento di ripresa: 2028.

Tra i barlumi della Ratio e la forza della Passio attendo fiduciosa al buio.

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One thought on “Teoria dei cicli storici

  1. Addirittura divertente quella sinusoide, tra rimasugli di bioritmi d’antan e derive astro-illogiche, nell’arrogarsi una pretesa di scientificità che, al contrario, non può minimamente avere. Tu poni il 2008 del Lodo Alfano e della Legge Gelmini come il punto più basso della politica italiana; io sono indeciso tra il 1970 (divorzio) o il 1978 (aborto). Quanto al Sessantotto, questo può ormai essere difeso solo da chi non l’ha vissuto in prima persona, posto che molti di quelli che, all’epoca, tenevano il pugno chiuso in piazza, oggi hanno del tutto rinnegato tali convinzioni (Liguori, Mughini e anche Guzzanti senior sono giusto i primi nomi). Non ogni cosa era sbagliata, ovvio, ad esempio una maggiore consapevolezza femminile era in effetti auspicabile: peccato che poi il tutto abbia presto debordato, portando alla diaspora sociale e alla disgregazione del tessuto familiare. E in definitiva il Sessantotto di fiori ne ha lasciati ben pochi, viceversa ha provocato grandissime tragedie, come i morti ammazzati degli anni di piombo. Sono invece d’accordo (anche se per motivi opposti ai tuoi) circa lo scadimento della democrazia odierna, ormai priva di ideali e imputridita nel compromesso e nel relativismo. I tempi di De Gasperi e, soprattutto, La Pira sono decisamente lontani.

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