Sul Referendum di giugno 2011

L’ArchiLady Menabò pubblica questa lettera arrivata tramite gli amici e compagni Radicali, a sostegno di un’importante iniziativa di diritto all’informazione e difesa dalla democrazia.

Ciao a tutti,
Nel nostro paese stanno succedendo un po’ di cose di cui sicuramente la maggior parte della popolazione non è consapevole.
Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.
‘E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
 Il referendum è evidentemente anche questo!
Mariachiara Alberton


Una risposta a "Sul Referendum di giugno 2011"

  1. Avevo già ricevuto anch’io, per vie traverse, la mail di quella ricercatrice. Non c’è dubbio che esista una ben precisa volontà di far fallire i referendum, e che tale proposito si sia palesato fin da subito col mancato accorpamento con le elezioni amministrative e lo spostamento in giugno inoltrato, dal punto di vista statistico uno dei periodi più caldi dell’anno. Ben pochi avranno voglia di restare in città a votare anziché andare al mare…
    I miei precedenti interventi in questa sede testimoniano idee di fondo diametralmente opposte rispetto a quelle di chi gestisce il blog, ma, a conferma del fatto che si deve pensare con la propria testa, dico ora che è un vero peccato che non ci sia la possibilità di sviluppare una reale consapevolezza su temi universali come nucleare e acqua (no comment sul legittimo impedimento, perché quello sì è un quesito molto “politico”). In particolare ritengo che la privatizzazione dell’acqua sia stata un’autentica jattura per le nostre tasche, e questo può essere facilmente verificabile senza tema di confutazioni.
    La parte debole della lettera della Alberton è semmai lo stereotipo finale relativo al “potere esecutivo assoluto” in cui staremmo vivendo. Il problema dell’informazione in Italia non si può circoscrivere puntando il dito su questi referendum. Anche in seno alla stessa RAI, non mi pare proprio che l’ossequio a Berlusconi sia la regola, basti sintonizzarsi su una qualunque trasmissione di Santoro, Floris, Bianca Berlinguer e così via, o anche semplicemente sul TG3, l’unico che per motivi di orario posso vedere e che reputo fazioso quanto il TG4 di Emilio Fede…

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