Il Referendum del passaparola

Tratto da Repubblica

Il riferimento è a Repubblica.

Se ce la farà passerà alla storia come il Referendum del passaparola.

Le tematiche in merito sono:

1)  Decidere se la legge è uguale per tutti o no. Il problema sorge infatti quando qualcuno arroga il diritto di essere più uguale degli altri. Chi ha letto La fattoria degli animali di Orwell capisce bene cosa sta succedendo in Italia oggi.

2) Decidere se si può privatizzare, o meglio mercantizzare legalmente a tutte le  lobby varie ed eventuali, un bene da cui dipende la vita delle persone.

3) Decidere se vogliamo avere scorie radioattive sul nostro territorio, gestite poi dalle varie lobby associate a delinquere, e correre il rischio di eventuali catastrofi come il Giappone o Cernobyl’.

COME SI VOTA

Il referendum è abrogativo. Dunque ai precedenti quesiti c’è già risposta. Ma siamo chiamati ad esprimere il nostro parere.

Allora:

1) Se si ritiene che la legge sia uguale per tutti si barra SI

in alternativa NO

2) Se si ritiene che l’acqua sia un bene pubblico da tutelare dalle leggi del mercato si barra SI

in alternativa NO

3) Se si ritiene che le centrali nucleari siano nocive e pericolose si barra SI

in alternativa NO

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One thought on “Il Referendum del passaparola

  1. Malgrado si potesse prevedere il contrario, ci è stato concesso di andare a votare su tutti e quattro i referendum, e ciò, indipendentemente da come ogni singolo cittadino intenderà poi esprimersi, è comunque un fatto importante.
    Penso sia essenziale un voto libero, non condizionato da schieramenti di partito o aproristiche barricate, tant’è che io sono stavolta d’accordo con chi gestisce questo blog, e sulle schede apporrò quattro sì. Ecco il dettaglio del mio pensiero.
    – ACQUA. E’ veramente vergognoso che si sia concesso a dei privati di lucrare su un bene comune. Io non sono pregiudizialmente contrario alla logica del profitto, ma questo non si può realizzare sfruttando CIO’ CHE NON SI POSSIEDE. E qui si potrebbe fare una digressione sulle multinazionali che depredano delle materie prime il Terzo Mondo, in cambio di un tozzo di pane, ma si andrebbe fuori tema. Tornando all’acqua, essa è un elemento primario di vita, e accaparrarsene per guadagnare significare RUBARE. Ci avevano promesso un miglioramento del servizio e maggiore efficienza: tutto falso. L’unica realtà è che chi non aveva acqua prima non ce l’ha neppure ora (chiedere ai residenti del Mezzogiorno), e soprattutto le tariffe sono aumentate in modo esponenziale, con evidente, grave danno per le fasce sociali più disagiate.
    – NUCLEARE. Non ho una chiusura preconcetta verso tale forma di energia; credo si debba essere pragmatici e valutare possibili vantaggi ed eventuali pericoli. E i problemi legati all’atomo sono sempre stati enormi, tant’è che già nel referendum del 1987 votai contro il nucleare, perché Chernobyl fu una botta durissima. Nel frattempo, ci dicevano gli scienziati, si andrà avanti con la ricerca sulla fusione, che non produce scorie. Ora, a distanza di un quarto di secolo, la fusione è sempre poco più di un’utopia, dunque perdura il “macigno” dello smaltimento dei rifiuti radioattivi; quanto alla sicurezza, Fukushima ha rappresentato un letale KO anche per gli ottimisti più inguaribili. Pensare che in Italia sia possibile avviare un ‘nucleare sicuro’ è da sconsiderati. Già il nostro territorio è altamente sismico; in più, a permettere l’installazione di centrali sarebbero verosimilmente le regioni più povere. Ebbene, vi immaginate come verrebbero costruite nel nostro sud, sotto la spinta di mafie e camorre? Con cemento depotenziato, con rispetto scarso o nullo dei criteri di sicurezza. L’Aquila docet, anche un edificio moderno può crollare, qui da noi, pur con un sisma non eclatante.
    – LEGITTIMO IMPEDIMENTO. Non ci sto a vederlo come un referendum pro o contro Berlusconi, preferisco andare oltre. Ebbene, come discorso di principio non si vede come mai chi ha una gamba rotta sia costretto a recarsi in tribunale, chi presiede il governo o la Repubblica invece no. E allargo il ragionamento. Ma possibile che, con tante persone incensurate che ci sono in Italia, si debbano portare in parlamento dei rappresentanti con già delle sentenze in giudicato? Non sarebbe meglio, come dice Beppe Grillo, che chi ha anche solo delle pendenze penali sia ineleggibile?
    Infine, da cattolico, mi piace sottolineare che la Chiesa, di norma assai prudente in materia politica, stavolta pare essersi apertamente schierata. Padre Alex Zanotelli e altri religiosi sono scesi in piazza ricordando che nel Cantico delle Creature San Francesco loda l’acqua come bene universale; Papa Benedetto XVI ha invitato a diffidare di quelle forme energetiche che non tengono nel dovuto conto il destino ambientale; infine il Cardinale Bagnasco e la CEI, nei mesi scorsi, si dissero preoccupati per la scarsa moralità dei nostri rappresentanti politici, i cui problemi personali finiscono per distogliere il dibattito dalle vere questioni importanti.
    Comunque non facciamoci troppe illusioni: sarà duro, durissimo raggiungere il quorum. Sui mezzi di informazione che contano s’è parlato assai poco dei quattro quesiti, eccezion fatta per gli ultimissimi giorni. In più, la disaffezione verso la politica, e in particolare verso lo strumento referendario, è ormai palpabile nel nostro paese e tende anzi ad accentuarsi a ogni tornata elettorale. Ma mai come in questo caso spero di sbagliare…

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