Reportage AltaRomaAltaModa 2012: l’architettura del salone Sistino ispira Raffaella Curiel

I vestiti non sono facili da raccontare” così Raffaella Curiel chiude la conferenza stampa dal titolo

“HAUTE COUTURE FOREVER”
CON UN OMAGGIO AI COLORI DELLA VOLTA DELLA SALA DEGLI SCRITTORI,
UN TEMPO INGRESSO AL SALONE SISTINO

di sabato mattina 28 gennaio presso la calda hall dell’Hotel Inghilterra di Roma. La sfilata si tiene la sera dello stesso giorno a Palazzo Sacchetti.

Ma torniamo indietro. C’è emozione. È il mio primo evento della lunga giornata di sabato in AltaRoma da reporter. Sono accompagnata dalla mia amica attrice e regista Damiana Leone. Entriamo e abbiamo una raffinata accoglienza. Ci viene data in dotazione la cartellina con il materiale della collezione e ci invitano al buffet nella saletta adiacente. L’atmosfera è molto inglese, legno scuro e tappezzerie, divani eleganti. Prendo un caffè, Damiana un latte e caffè. Ci sono già altre giornaliste e fotografi in sala. Mi accomodo circondata da donne.

Raffaella Curiel entra in giacca e pantaloni e si scusa di essere struccata. Nonostante l’avessi già vista ad una serata all’Art Cafè molti anni prima, insieme a Lorenzo Riva, non ricordavo fosse molto bella. Ha un’eleganza naturale che traspare dal gesto deciso ma composto.

Apre il suo discorso illustrando la filosofia della collezione che nasce dall’invito alla festa di compleanno dell’architetto Paolo Portoghesi nella sala Sistino in Vaticano della quale annota i vasi di lapislazzuli, il soffitto unico al mondo con gli affreschi dei maestri Guerra e Nebbia. L’armonia di colori con i gialli, i terracotta lievi, i vermigli, i terra di Siena hanno ispirato l’idea. Tornata a casa inizia a modulare campioncini di colore cercando appunto l’armonia, la freschezza, la primavera, la gioia “in un momento in cui siamo avvolti da poco ottimismo”.

A questo punto si apre in confidenza e racconta di come anche la sua vita abbia avuto momenti difficili: la perdita della madre, del marito, di due bambine. Nonostante ciò la Curiel invita a fidarsi della volontà dicendo che “bisogna credere nella vita”, lanciando un grande messaggio di speranza.

Ed è in questo contesto che la nuova collezione primavera/estate 2012 si esprime come “una pausa di colore” ispirata all’arte e all’architettura della sala Sistino.

Entra il primo modello con tessuto stampato ripetendo il soffitto della sala. Il collo è ampio e alto. Taglio armonioso e vitale. Elegante e nello stesso tempo moderno.

Il secondo modello è in bianco, con leggere geometrie disegnate sopra il ginocchio. Girocollo, manica corta a filo e scarpa con il fiocco. Raffaella Curiel spiega che è ispirato alla parte gotica del Vaticano.

Parla della madre malata per dieci anni di cancro con cui si capisce l’intenso legame sia affettivo che intellettuale. Riprende 15 vestiti dei suoi. Non una moda che urla, ma una moda fatta di raffinatezze, di piccoli dettagli.

Entra un tailleur bianco in cui si nota tutta l’esperienza di lavorazione. Il suo commento è “Io voglio fare una moda che possa essere capita da tutti” dichiarando l’internazionalità del suo impegno. Sono vestiti sensuali ma non appariscenti, un altro con taglio in diagonale e pizzo.

A questo punto  introduce una digressione sulla stampa degli industriali tessili che hanno purtroppo perso di qualità e da cui consegue una difficoltà per tessuti stampati.

Raffaella Curiel ci fa notare come alcuni dettagli possono invece ancora essere ben modulati. Ci mostra in un abito un bottone degli anni ’40. Le chiedono dovei li trovi. Risponde che fa parte di una grossa ricerca tra aste e mercatini a Parigi, Londra, New York. La tipologia scelta comprende un range che va dall’Ottocento agli anni ’40.

Mentre la Curiel parla della sfilata da tenersi la sera a Palazzo Sacchetti entra un abito in azzurro. E mentre ricorda i suoi esordi entra un red carpet in arancione molto bello, monospalla e una manica corta. Ci sono motivi floereali. Rientra di nuovo il vestito ispirato al soffitto della Sala Sistino e ci illustra i colori: i coralli, i gialli, terra di Siena, i terracotta. Ci sono disegni di angeli dal chiaro stile michelangiolesco.

Per fare un riferimento spiritoso e moderno al Vaticano la pettinatura delle modelle è prevista a forma di tiara, anche perché in sala c’è un quadro di Papa Sisto.

L’ultimo abito è in rosa e celeste con gonna e sotto pantaloni, ampia fascia rosa in vita e nastro del ‘700 sulle maniche.

I tessuti impiegati sono crépe di lana, double face, tele di seta, seta e cotone, shatung per il giorno. Crépe, cady, chiffon in tinta unita o stampati per il cocktail e la sera. Le stampe evocano giardini fioriti, prati fulgenti di colori e patchworks geometrici.

L’alta moda è avere dei pezzi unici” dichiara. E concordiamo. Perché l’alta moda è decisamente arte.

Annunci

2 thoughts on “Reportage AltaRomaAltaModa 2012: l’architettura del salone Sistino ispira Raffaella Curiel

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...