Le dieci donne di Giada Curti per una sfilata da 10

Sono le ore 21 al parco dei Daini di Villa Borghese. Intravedo le luci che lontano mi indicano il luogo esatto dell’attesissimo evento di Giada Curti. Aspettando la collezione ispirata all’arte circense e intitolata “La Reine du Cirque”, arrivo accompagnata dalla mia inseparabile amica attrice e regista Damiana Leone e dalla mia nuova amica Claudia Danna, promettente stilista, vincitrice del premio Caletta 2012 e autrice del delizioso blog Poshmann.

Ci dirigiamo subito verso l’inimitabile Dott. Emilio Sturla Furnò. Mi accoglie con la solita estrema gentilezza e ci invita in seconda fila. Ma davanti a me non c’è nessuna sedia. Posizione strategica e dietro i fotografi a metà di una fantastica passrella architettonica che segna un taglio di diagonali. Illuminazione impeccabile, luci a terra e luci proiettate sulla “quinta” naturale di un edificio della villa. Decisamente magistrale.

“I problemi di questo spazio erano molti” dichiara il Dott. Emilio Sturla Furnò. L’attenzione per Giada Curti raggiunge infatti il doppio delle aspettative. Molti ospiti sono in standing. E inizia lo spettacolo. Giocolieri di fuoco attraversano lo spazio dando un caloroso benvenuto. E apre in rosso, un rosso magico per un Capodanno regale. Un sapore ricco e raffinato che si estende ai dieci abiti-gioiello che firmano una collezione autunno/inverno da gran soirée.

Una leggiadria e una raffinatezza  tipica dei grandi maestri della moda.

Uno stile sensuale e suadente in un immaginario che rimanda alle grandi attrici hollywoodiane.

Una sperimentazione in un gotico barocco di trasparenze e veli ideale per un Halloween da sogno.

Una classe che esprieme uno stile estroso nel sottofondo di una passionale musica latina. Come a ricordare il grande impero spagnolo del 1500. Un nero barocco magistrale che si abbina al dorato secondo un connubio regale.

Un gioco di seduzioni che dipinge una sirena di veli nei preziosi ricami dallo studio ricercato.

Fino alla presentazione di un taglio avanguardistico, magistrale, quasi “sarliano” in un accostamento di tessuti che converge sulla cinta dorata.

Una donna preziosa, quasi una donna regalo, infiocchettata nella sua mise dorata e ibridata da un mantello di veli che evoca quasi un lontano nobilare passato.

Uno sperimentale abito gioiello che reinterpreta la tradizione greco-romana trasformandola in un concept quasi futurista in una rotondità di espressione e in una morbidità di forma.

Chiude una delicatissima sposa in salvia, evocante i colori della natura, la freschezza della vita, l’eleganza della forma.

Una collezione da 10. Un evento indimenticabile. Giada Curti firma ufficialmente con le “Reine du Cirque” l’entrata nel mondo dei big dell’Alta Moda.


2 risposte a "Le dieci donne di Giada Curti per una sfilata da 10"

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