MICHELE MIGLIONICO AL PREMIO HERACLEA – POLICORO.

Riconoscimento speciale “Premio Heraclea” allo stilista  Michele Miglionico che  presenterà nella località turistica dello Ionio      Policoro the best delle sue ultime  collezioni di  Alta Moda.

 L’evento nato da un’idea di Mario Carlo Garrambone e organizzato in collaborazione con l’associazione culturale “I Colori dell’Anima” si terrà il 2 agosto 2012 alle ore 21.00 a Policoro (MT) in Piazza Chonia sarà condotto da Savino Zaba, volto noto di Rai Uno, con la regia televisiva di Nino Romeo, interverranno all’evento Luigi Di Lauro, giornalista Rai e Franco Braia direttore Quadrum Comunicazione.

L’obiettivo del “Premio Heraclea” è dare giusto riconoscimento a personaggi della Basilicata che si sono distinti, con le loro capacità professionali , entro e oltre i confini regionali. La serata evento ha lo scopo di raccontare e promuovere con immagini, parole, musica e arte il territorio lucano dell’antica Heraclea, la sua storia, con le sue straordinarie bellezze. Un gran galà in cui cultura, arte, musica, moda faranno da filo conduttore. L’evento, che mira a diventare un appuntamento fisso annuale per la promozione e la valorizzazione della regione Basilicata, vedrà il suo momento apicale nella consegna del premio a personaggi illustri che, nel corso della loro carriera, hanno portato il nome di questa terra in giro per il mondo. Saranno insigniti del prestigioso “Premio Heraclea”: Antonio Preziosi, direttore di Radio 1 e dei Giornali Radio Rai, per l’eccellenza raggiunta nel mondo della comunicazione ricoprendo incarichi di assoluto prestigio e Gianpiero Perri, direttore generale dell’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, per l’alta professionalità mostrata nell’organizzazione e nell’ideazione di strategie comunicative volte a promuovere le bellezze turistiche della nostra regione.

La serata proseguirà con un riconoscimento particolare alla testata giornalistica Rai Regione – Basilicata per la capacità e la sensibilità dimostrata nel promuovere i luoghi e i territori dell’antica Heraclea. Premi speciali verranno conferiti ad altri due personaggi, Fausto Taverniti, giornalista professionista e direttore Rai della regione Basilicata, per l’attenzione e l’impegno dimostrato nel corso della sua attività professionale nei confronti delle esigenze del territorio e lo stilista Michele Miglionico il quale mosse i suoi primi passi nel campo della moda nella terra che un tempo fu dei greci, prima di farsi conoscere a livello internazionale, per aver raggiunto livelli di assoluto prestigio nel mondo dell’haute couture.

Tra scenografie suggestive e immagini emozionanti il gran galà vedrà, in un mix di cultura, moda, musica e arte, la partecipazione di numerosi personaggi. Si esibiranno sul palcoscenico Mario Rosini compositore, jazzista e cantante italiano dalla fama internazionale, tra i cui successi si ricorda un secondo posto al Festival di Sanremo del 2004, Graziano Accinni, compositore e chitarrista del noto cantautore Mango per oltre un ventennio, Enzo Guariglia, imitatore e showman che annovera diverse esperienze lavorative sulle reti nazionali e Antonio Infantino con i suoi “Tarantolati”, gruppo etno – folk di Tricarico. Per la moda, oltre all’ospite d’eccezione Michele Miglionico presenteranno le proprie creazioni Anna Pansardi, Angela Mingolla e Anna Rizzi.

Il couturier Michele Miglionico per omaggiare le bellezze naturali ed artistiche della sua terra di origine la “Basilicata” farà rivivere i fasti dell’Alta Moda Italiana presentando gli abiti più significativi delle sue ultime collezioni. Gli outfits  presentati durante la serata  riproporranno un nuovo lusso moderno avendo in se tutte le qualità dello stile, eleganza e femminilità della “donna romantica”. La silhouette è fresca, estremamente chic, arricchita da tocchi “couture” come balze, rouches, plissè su sete crepon, e organze con inserti di pizzo valencienne. Il giorno è declinato verso una classica semplicità, la sera è invece un “tripudio” di romanticismo.

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3 thoughts on “MICHELE MIGLIONICO AL PREMIO HERACLEA – POLICORO.

  1. Il violino della meraviglia

    Faceva freddo
    Quando la musica vibrava
    Ad un angolo del cuore,
    Aveva sonno l’identità perduta
    Come una mendicante.
    Faceva tanto freddo
    Ad un angolo dell’anima
    Saliva in alto il vibrare del violino
    E la meraviglia lasciava sul mio viso
    Lacrime dell’Essere
    Nell’ombra di questo Paradiso.
    Adesso il tuo “violino”
    Appare nei palcoscenici
    Dell’Universo
    Ed è diventata “classica”
    La nostra Storia!

    La fisarmonica ammalata

    Suonava nelle bettole
    La fisarmonica ammalata
    Suonava i suoi concerti
    Tutti dedicati all’amore.
    Cercava la sua pace
    Nel centro del suo Universo
    Ma le ombre si annidavano
    Come nidi malati
    E il cuore continuamente
    Cercava la sua anima.
    Vagava tutto il giorno,
    Parlava con le stelle
    Ed i pianeti
    Ma una voce sibillina la fermò
    E tutto rimase per un po’
    Come natura morta.
    Cercava il suo compagno
    Stremata lasciando le sue scie
    Ad ogni angolo di cielo.
    Un giorno si ricordò
    Di essere anche gabbiano e volò via
    Per ogni dove ..
    Trovò la sua metà
    E tutto fu una scoperta:-
    Rimase un grido di gabbiani!

    Se riesci ancora a guardare le bellezze della natura..

    Se riesci a guardare le bellezze della natura
    Mentre gli altri intorno
    Ti rovinano i giorni.
    .Se ti accorgi che il cuore
    Diventa extrasistole
    E tieni il ritmo dei sensi
    Mentre ammiri le bellezze del cielo.
    Se riesci ad andare oltre le stelle
    E diventare aquilone
    Mentre il mondo diventa Apocalisse…
    Se riesci a trattenere il pianto..
    Mentre il dolore di madre
    Ti porta per le strade a
    Cercare quel figlio smarrito.
    Se riesci a sopravvive tra le rovine
    Dell’uomini su questa terra..
    Se pensi ancora che tutto è perduto
    E sorridi perché nonostante tutto
    La tua luce diventa una stella che brilla
    Se pensi che un angelo percorre il tuo stesso sentiero
    Allora hai capito che il mondo
    Nonostante tutto è ancora tutto da scoprire.
    E ancora pensi che la vita
    È bella nonostante il male
    Ti corrode il cervello.
    Se pensi soltanto per un attimo
    Che la tua anima
    Nessuno può rubartela..
    Allora potrai essere
    Quel Essere speciale che diventa Universo!

    Ventaglio di petali

    Ho sciupato la vita
    Come ventaglio di petali
    Sotto il sole che forte picchiava.
    Un bicchiere di pensieri
    Ha innaffiato la bianca corolla
    E il fusto si è piegato
    Al sogno di una meraviglia.
    Il ricordo lentamente
    Sfioriva nel polline che in volo
    Cercava il suo aquilone
    E triste il ventaglio
    Ha chiuso la sua chioma.
    La saggezza cerca il pianto e la ragione..
    Peccato che i giorni sono rotoli di fieno
    E finiranno presto in pasto
    Nella stalla del leone!

    Quel pensiero dentro ai sogni

    Oggi il giorno è torrido
    E il pensiero è nudo dentro ai sogni.
    Una mutevole parola
    Spira vento di tramontana
    Eppure la sera
    Dipinge con i suoi colori il cielo.
    L’esperienza si riveste
    Della sua ombra naturale
    Anche se l’occhio deforma la sua sintesi..
    In ginocchio sorrido
    Al miracolo del cenacolo
    E si presentano le colline
    Già mietute di grano..
    Sbalordita mi chiedo ..
    Che fine ha fatto la zizzania!
    E mentre l’anima è fuori dal mio corpo,
    Il cielo si rinfresca d’emozioni..
    Che magia l’Universo..

    Sorridi felice al cuore che hai

    Sorridi felice al cuore che hai
    Alle rondini che ti girano intorno
    Come stormo emigrante della fanciullezza.
    Prendi tra le mani
    Le rose che ti resero gomitoli di paglia
    Nei giorni andati;
    Nessuno potrà toglierti mai
    Quegli attimi ricamati
    Di tenere albe.
    Svaniranno le illusioni
    Su fertile terreno arato
    E nasceranno tulipani nel grano
    In mezzo ai momenti
    Di fiori infuocati.
    Si poseranno i tuoi piedi scalzi
    Tra il grano mietuto nell’aia
    E pigoleranno felici
    Le galline che ti incorniciano i giorni.
    Il profumo di pane
    Ti inebria gli “l’inverni”
    E vincerai la morte
    In mezzo alla neve
    Che ti rese il corpo gaia bellezza
    Vicino ad un camino.

    • Eravamo in un giorno d’Estate ..

    Eravamo in un giorno d’Estate
    Fontana di acqua fresca
    Mentre le nostre menti parlavano.
    Eravamo come esseri affamati
    Schiuma di mare in pieno solleone
    Mentre i desideri diventavano
    Fischio di un treno
    E ridevano i fiori all’ombra
    Dell’unica quercia del ricordo
    E mi tornava un’eco
    Di quel cuore bambino
    Che per tanto tempo è rimasto sopito;
    Rideva della vergine natura
    Che dominava l’ombra della quiete.
    Ciò che non eravamo
    Non sapevamo di esserlo
    E ciò che sognavamo di essere
    Era scia lontana di un’alchimia
    Nel solstizio d’Estate!

    Le colline d’Estate

    Ogni volta che penso
    Alle colline d’Estate
    Torno all’infanzia
    Ogni volta che le percorro
    Tremano le campanelle e i pascoli
    Sul pendio..
    Tornerei volentieri
    Con la nostalgia
    A visitare
    Quei monti dove
    Rimembro la gioia nascosta
    Sotto i cespugli di paglia
    Tornerei anche se questo dopo fa male
    Tanto fa bene
    All’anima ritornare bambini!
    Camminerei ancora
    Sul sentiero battuto
    Dove l’aratro
    È rimasto un pezzo antico
    E nessuna lacrima
    Potrà scalfire quelle memorie
    Se non una lacrima di gioia per aver vissuto
    Una bella infanzia da bambina!
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    Anche le tue parole torneranno all’Infinito

    Anche le tue parole
    Torneranno all’Infinito
    Come musica svestita
    All’ombra della tua ragione
    Anche il tuo silenzio
    Brillerà d’amore
    Senza limite di tempo
    E torneranno
    A fiorire i fiori dell’Inverno.
    Qui i balconi dell’Estate
    Mi parlano di mare
    E il rumore della gente
    Mi parla di un evento.
    Anche la notte
    Trema nella volta
    Di tante stelle solitarie
    E l’angelo custode
    Mi parla di un incontro,,
    E anche i miei pensieri
    Aspettano che tutto
    Si avveri mentre sta per ritornare
    Una nuova Primavera.

    I giorni di Luglio

    Sto sfogliando il calendario
    E i giorni di Luglio
    Si accecano di sole
    Sto sfogliando anche l’anima
    E cadono i fotoni
    Ad inquinare la ragione.
    Ridono soltanto le panchine
    Di un parco solitario
    Che aspettano felici
    Di accendere questa sana compassione.
    Il canto del merlo
    Mi lascia riposare
    Nello spirito
    E quello dell’allodola
    Mi parla del passato
    Mentre una rondine mi vola
    Davanti al cuore di Passione..
    Peccato che il nido ritrovato
    Non ha più pagliuzze in costruzione..
    E la casa dove riposa il cuore in armonia
    Non ha stanze vuote di silenzio.
    Mentre ti ho cercato
    Mi sono impaurita:-
    Ho cercato il Nulla
    E la tristezza è entrata prepotente
    Dalla finestra del balcone

    La mano dei Gesuiti

    Quel “povero” ha qui tendi la mano
    Ha sempre un cuore pronto di Gesuita
    Che alberga nei cavernicoli dell’anima.
    Quel sorriso che alberga
    Sotto il sole
    Ha una sana ironia da condividere.
    Di getto cadono le maschere
    E tutto diventa folle Consapevolezza.
    Quel pazzo che ti chiede
    Senza sosta il frutto del tuo lavoro
    Ha dimenticato l’individuo
    Nel profondo..
    Ora gira per le strade
    E mostra i suoi averi
    Rubati..
    Non importa tu che negli occhi
    Hai il cielo ..passa avanti
    E dimentica tutto
    Come si fa quando hai conosciuto
    La magia della Compassione!

    Cammino tra la gente

    Cammino tra la gente
    E il panorama ti assomiglia,
    Rubo i tempi alle pareti
    Mentre il cielo ti si impiglia
    Non guardo più nessuno
    Che ha la stessa tua fragranza di profumo.
    Vorrei che tutto fosse metafisico
    E mi sento volo di un gabbiano
    Mentre il pianto si avvicina
    Una barca è in riva al mare
    Ed il naufrago torna ancora.
    Qui mi fermo a riposare
    E la vela prende il volo
    E quando mi giro a cercarti sulla riva
    Siamo già sperduti
    In pieno oceano:-
    Era ora che venissi!
    Ora il viaggio è in incognito
    E nessuno potrà rubarmi ancora
    La fragranza del tuo cuore.

    HO AFFONDATO L’ANIMA DENTRO AL TUO RESPIRO

    Ho affondato l’anima dentro al tuo respiro
    E li come vento ti accarezza la mia mano.
    Ho bevuto essenze e bacche del morire
    E questo corpo a strane movenze di piacere.
    Mi mancava tutto e stranamente ti stringevo
    Al mio vissuto,
    Mi mancava l’aria e come un pesce nuotavo
    Nei fondali.
    Strane branchie mi lasciano annegare la parola
    E tu pistillo alpino ti annodavi
    Come gassa di erba antica nel pensiero..
    Nel ventre quasi immacolato di magie e suoni
    Del Divino Eros la tua Empatia.

    I gigli dell’Estate

    I gigli dell’Estate fanno festa nei solstizi
    Mentre la Primavera ti lascia d’incanto.
    Troverà un nuovo porto
    L’uomo che si ferma davanti al Paradiso
    O troverà un nuovo giglio la donna
    Che fa festa con la nuova Creazione..
    Eppure il cuore tace
    E l’anima balla davanti ai suoi crepuscoli,
    Eppure l’uomo brucia di tenero ardore
    E l’essenza si trasforma
    Nella mente del non fisico..
    Ma questo più non basta
    Bisogna ricordare al cuore:-
    Che l’anima vuole anche il fisico ribelle!

    Il treno dentro al mare

    Scappa mio corpo
    Addormentato sotto il sole
    Dentro ad un ignoto sognatore
    Il treno dentro al mare
    Ci ha presi di sprovvista!
    Scappa come scia sulle onde
    Che mai più avrà ritorno questo amore.
    Quel desiderio lungo come il cielo
    Ci appartiene e aspettare
    È una vana agonia.
    Scappa tu silenzio e poesia
    Il vento ad aspettarti è già una tempesta
    Ed io non so aspettare
    Quel treno lungo senza freni
    Ha lasciato il suo destino al non ritorno..
    Al nome tuo il Paradiso!

    L’estate e fiori dell’Inverno

    Prima che arrivi quell’Estate
    I fiori dell’Inverno
    Hanno coperto il mio balcone.
    Prima che parli del mio Io
    Ti guardo
    E cadono le maschere invecchiate.
    Il riso non è più tanto amaro
    E si sciolgono quei nodi emozionali.
    Cercarti nei fiori è come bere
    Un calice di nettare.
    Vorrei che tutto fosse già accaduto
    Non basta più parlare è un’esigenza
    Questo sbocciare di presenza
    Dentro al mio vaso di Pandora!

    Le lune di Calliope

    Le lune di Calliope
    Si sono intrecciate sui capelli
    E le stelle a cuore a cuore
    Pulsano di getto le parole.
    Le nuvole intanto
    Smarrite si rincorrono
    E rotolano sui pendii all’orizzonte
    Mute parole dettate dal silenzio.
    Il tamburo si smarrisce
    Come suono sulle onde
    Mentre la riva porta via la sabbia
    Ed il mio dolore.
    Una conchiglia aperta
    Ha lasciato sulla riva
    La perla del destino..
    E vorrei che fosse
    La tua mano a ritrovarla!

    La notte non ode più la luna

    La notte non ode più la luna
    Si intreccia nei veli intercapedini
    Qui il Dna ha musica e colori nuovi
    E l’amore è quello di una sola Primavera.
    Il cielo ha cambiato il suo colore
    E il rosa dell’Essenza
    Ha braccia flessuose d’ Infinito.
    La pelle ha il profumo
    Dei sandali andalusiani
    E il gioco dell’unione
    E’ un diamante rifrangente..
    Scendono petali di rose dal mio cuore
    E la melodia è quella che vorrei..

    Questa Estate

    Un’altra Primavera è già passata
    E i fiori di pesco
    Sono diventati frutti.
    Un’altra Estate è già cominciata
    E la luna si incammina
    Torrida nei crepuscoli
    Del solstizio di una splendida ballata.
    Il sole si innalza nei torridi viali
    E il respiro si affanna
    Sotto la frescura di un riparo
    Una “capanna” dentro ai sogni
    Sembra quell’unico casolare
    Che mi aspetta per brindare
    Ai giorni del destino.
    Vorrei che fosse già mattina
    E il tempo
    Uno strano ticchettio dei minuti
    Che non si contano più.
    Ma la notte mi riporta verso
    Casa e il sonno
    Si addormenta
    Come i fiammiferi
    Di un lungo desiderio..
    Non sono certa di essere
    Piccola quanto la fiammiferaia
    Ma ho freddo dentro al cuore
    In piena Estate!

    Le lodi di una capinera

    Canta le lodi o mia capinera..
    Tanto io rinascerò cuore del mio Dio
    Canta i carmi o sole che rinasci
    Del mio io perduto
    La Rosa che io sono è pan pina d’amore.
    O mio rumore d’oceano
    Tanto io vivrò ancora
    Come tu fossi il mio notturno Divino
    Nel tuo mare.
    Sorriderò come un’anima inquieta
    Tra il ruggito dei leoni
    E il fascino di un sogno
    Tra la sera e la notte
    Al fuoco che mi divora
    Come sterpi arroventati.
    Nel mese che io nacqui
    Conobbi soltanto il vagito della vita
    E nell’attimo che tacito si invola
    Già sapevo che Incontravo
    I pensieri dell’altra metà dell’Io
    Chi dico che io non conosco..
    Pure mi assomiglia:-
    È la copia dell’altra metà del mio silenzio!
    Mi piace •

    l notturno dell’anima

    Non sono altro che la tua ombra
    Notturno dell’anima
    Che siedo al tuo crepuscolare.
    Non sono altro che il tuo silenzio
    Dove spuma L’Estate marina
    Eppure l’oceano è lontano.
    Brividi di sale
    Diventano stalattiti di libri antichi..
    E in memoria del pensiero mentale mi Accomuna la vostra compassione.
    L’Inverno è come il Tibet
    Dove errante mi incammino per godere del Tuo pensiero maestro della vita
    E sventolare il messaggio del Sapiente
    E della Pace in questa città dei bambini.

    Ed io il tuo gabbiano…

    Continua a svolazzare
    Gabbiano al tuo infinito
    Il mare che mi avvolge
    È miele sulla pelle.
    Continua il lamento
    La nenia di Beethoven
    Al chiaro di luna..
    Sai l’ onda non aspetta l’alba
    Avvolge la bellezza
    Sul tuo corpo..
    E il notturno mi assomiglia
    Quando diventa letto
    Il silenzio del tuo mare.

    I giorni di Primavera non si contano più

    I giorni di Primavera non si contano più
    Mentre i gabbiani scendono a picco nel mare
    Come corvi che annusano la carne nel bitume.
    I giorni sono importanti
    Mentre l’Estate abbatte
    Con il sole il torrido infinito.
    Chi siamo e dove andiamo,
    Non si contano più neanche le parole,
    Mentre i pensieri lasciano spume di ombre
    Appese ai muri.
    Il mare si confonde
    Con riccioli di seta
    E l’arcano desiderio
    Inciampa nei versi sublimi
    Del cosmo apocalittico.
    La menta sotto le narici
    Apre le porte d’oro accanto all’Universo,
    Entrarvi è soffice risveglio di doni dell’archetipo..
    La melodia mi trascina ancora un poco
    E raccolgo la mia rosa arcana
    Dentro al mio mistero.
    Oggi i giorni di Primavera non si contano più!

    Il mio viaggio dentro l’anima

    Un fascio di luce mi ha teso la mano
    E il mio viaggio dentro l’anima
    È già cominciato.
    Nuda nell’essere
    Mi sentivo finalmente libera
    Avevo lasciato le mie valige
    Alla stazione!
    Tutto finalmente mi vibrava intorno..
    Nessun pudore nascondeva il mio volto
    Proteso all’amore.
    I fiori sotto le mie narici spuntavano
    Come tanti folletti
    E poi il mare calmo
    Il ramo dell’albero che cullava
    La mia struttura ansante..
    Sinuosa la melodia
    Inondava persino i monti e lì mi perdevo
    Tra i rami del tuo essere felice
    E concludevo così
    Il mio viaggio dentro l’anima.

    L’ardesia di Dio

    Ho camminato a lungo
    Ai margini del tempo
    E sono inciampata
    Sulla tua pietra d’ardesia.
    Cercavo di rincorrere la vita
    Che mi aveva ridotta
    Ad uno straccio.
    Ho camminato scalza
    Sbagliando mille volte
    Tra il latrare dei cani
    E la paura nel cuore.
    Elemosinando suoni e parole
    Che avessero un significato
    Per non morire.
    Ho guardato l’Universo
    Con gli stessi occhi
    Di una bambina
    Ma questo non bastava:-
    Dovevo sostare con te
    Suono dolce
    Della mia metà del cuore
    E scoprire che sono
    Luce in amore
    In contemplazione di Dio.

    Il cielo d’Agosto

    Il cielo d’Agosto
    È uno sciame di meteore
    E il caldo delle sere ti invita
    A sognare..
    Si allungano i giorni
    E nel cuore muoiono
    I fiori di questa Primavera.
    Il ritmo di un tamburo lontano
    Danza con il mio cuore
    E le lacrime hanno il passo lento
    Della liberazione.
    Soltanto un miraggio
    Mi porta la tua pallida figura
    E la tristezza è un cuore
    Di stelle cadenti.
    Chissà che qualcuna mi porta
    Da te come vuole il mattino..
    Dopo che sento di aspettarti
    Nel giorno di san Lorenzo!

    buona serata Sra Giusi
    PS.. SO.. CHE CI SARà UNA SERATA DI ARTE CULTURA ECC.. SE LA LETTURA DI QUESTI VERSI VI E’ PARSA INTERESSANTE A ME FAREBBE PIACERE CHE NE VENISSE LETTA QUALCUNA ASCOLTERò IN SILENZIO TRA IL PUBBLICO

  2. La bufera di Dicembre

    E sei venuto a me
    Come bufera di Dicembre
    In un anno eccezionale
    Come neve sulla pelle.
    Puntavo a Gerusalemme
    Come meta della nascita
    E nella risalita sublime
    I fiocchi silenziosi
    Coprivano le più alte sfere dell’anima.
    E sei rimasto solo
    Come guerriero davanti alla capanna
    Cercando altre vie per mettere a tacere
    Questo cuore ferito…
    I pastori sono tutti infreddoliti
    E il fuoco scoppietta sulle strade
    Se tutto il freddo di stanotte
    Ti gela nelle vene
    Pensa che c’è sempre una stella luminosa
    Che brilla per tutti i sofferenti !
    Allora se resti tutto solo:-
    Aspetta insieme a me questo Natale
    Dal’evento eccezionale!

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