La mostra della luce per l’E42

di Valentina Giannicchi

Una relazione del 14 marzo 1942 redatta a Roma illustra la mostra della luce e le sue applicazioni.

Il teatro d’acqua con gli spettacoli luminosi forma un complesso armonico che costituisce una vera e propria mostra delle applicazioni della luce all’arte spettacolare. Tanto più si prevede che gli impianti siano accessibili al pubblico, affinché esso possa vedere la tecnica come mezzo, dopo aver visto l’arte spettacolare come fine raggiunto con quel mezzo.

Questa vera e propria mostra della luce nell’arte spettacolare, può essere completata fino a crearne una “Mostra della Luce e delle sue applicazioni”[1].

Il tema è importante perché la luce artificiale ha raggiunto la trascendenza di un fattore capace di influenzare e modificare la vita cittadina. Un importante aspetto che riporta il documento sta nel prolungamento della vita della città: “il secolo precedente la vita esterna di una città finiva quasi completamente con il tramonto. Oggi, invece no. Cogli annunzi multicolori, con le vetrine illuminate brillantemente, con la splendida illuminazione stradale, le vie acquistano un aspetto diverso e si animano di una più intensa vita al fluire della gente che, finito il quotidiano lavoro, cerca nel passeggio, nei locali e negli spettacoli pubblici, intensamente illuminati, il compenso della fatica diurna. La luce ha prolungato la vita della città. A questo fenomeno sociale si aggiungono numerose trasformazioni che la luce artificiale ha reso possibili”.[2]

All’Esposizione di Barcellona del 1929, vi è una mostra della luce di cui si ha un rapporto. All’Esposizione di Parigi del 1937 un padiglione è destinato specialmente alla mostra della luce. Si auspica per l’Esposizione di Roma qualcosa di più originale, suggestivo e audace.

Il programma della mostra consta di quattro punti denominati A, B, C, D. La ripartizione si ha all’interno delle due ali laterali del fabbricato che abbraccia l’arena secondo il seguente schema: A storia della luce artificiale, B tecnica della luce artificiale e applicazioni varie nel tempo presente, C anticipazioni e suggerimenti per un ulteriore sviluppo delle applicazioni della luce artificiale.

Al di fuori di questi fabbricati, in istallazioni adiacenti, si sviluppa il punto D con il suggestivo tema: la luce artificiale al servizio dell’arte spettacolare.

Secondo questa concezione si integra la Mostra della Luce con il nucleo di spettacoli luminosi, il cui motivo principale è costituito dal Teatro d’acqua-luce. In questo modo lo spettacolare, che si basa sulla luce, completa e presta le sue attrattive al tema sviluppato nella mostra. L’obiettivo è quello di raggiungere una pienezza di interesse e suggestione, che può solo ottenersi facendo vedere al pubblico l’immediata applicazione, in grandi realizzazioni spettacolari, della tecnica che costituisce il tema della Mostra stessa.

La sezione A, storia della luce artificiale, viene elaborata in una galleria. A destra una successione di vetrine espone in ordine cronologico i mezzi che successivamente si sono utilizzati per l’illuminazione. A sinistra in corrispondenza cronologica una successione di diorami mostrano gli interni e gli esterni delle diverse epoche, illuminati con gli apparecchi del tempo. Questi diorami vengono collocati al fondo in aperture relativamente profonde, rivestite internamente di velluto nero, perché nemmeno la discreta illuminazione della galleria possa alterarne la fisionomia caratteristica data dalla loro peculiare illuminazione.

Nella sezione B tecnica della luce artificiale e applicazioni varie nel tempo presente si rende visivamente il processo di fabbricazione di lampade elettriche, con una successione di modelli della lampada nelle diverse fasi di lavorazione, intramezzati con fotografie ingrandite e grafici esplicativi delle diverse tappe della fabbricazione. Una strada, sotto il cielo apparentemente notturno, affiancata da botteghe e da qualche locale pubblico, per mostrare i sistemi più moderni di illuminazione in collaborazione con l’allestimento, e per far anche vedere i tipi più recenti di illuminazione stradale. In una successione di diorami appaiono diversi modelli in scala ridotta di apparecchi che utilizzano la luce artificiale per le diverse applicazioni: fari costieri, illuminazione di aeroporti, segnalazioni luminose, telegrafo ottico, applicazioni delle cellule fotoelettriche, applicazioni della fluorescenza, tubi elettronici fluorescenti per la televisione.

Nella sezione C anticipazioni e suggerimenti per un ulteriore sviluppo nelle applicazioni della luce artificiale si passa alla tecnica moderna e alle sue applicazioni. Si accenna al futuro prevedibile con realizzazioni possibili nel domani, senza pretensioni profetiche, ma con il desiderio di stimolare l’immaginazione degli inventori e dei costruttori. Le rappresentazioni dimostrative possono farsi sempre, in modo suggestivo, con modelli ridotti, alternati con altri in scala naturale, per quei dispositivi singoli che devono far vedere al visitatore gli effetti o i risultati raggiunti. Si prende in considerazione la possibilità di sfruttare uno dei viali del parco, adiacente a questo insieme, per le dimostrazioni dei dispositivi antiabbaglianti dei fari dell’automobile.

Nell’appendice alla mostra della luce e sue applicazioni si considerano gli aspetti inerenti alla “Scienza della Luce”, che potrebbe essere inserita tra le mostre del Palazzo delle Scienze.

Se si ritiene che anche l’Ottica possa trovar posto nella Mostra della Luce, si può concretamente visualizzare una serie di suggestivi fenomeni a somiglianza di quelli proposti nel padiglione della “Decouverte” istallato nel Grand Palais dell’esposizione di Parigi del 1937 di gran successo, oppure del Museo istallato nel piano inferiore del “Rockfeller Center” di New York, o anche nel Museo di Monaco.

In questo caso si comincerebbe con l’ottica, come scienza fisica, per passare allo sviluppo della tecnica della luce, come scienza applicata.

Si propongono i seguenti fenomeni:

1)                            Riflessione e Rifrazione, in un liquido, con una soluzione colloidale, dietro un vetro, attraversato da un fascio luminoso molto concentrato e oscillante, su un fondo scuro. Nel fondo della vasca vi sarebbe uno specchio. Con specchi sferici si mostrerebbero le immagini reali molto appariscenti.

2)                            Scomposizione della luce con un prisma il cui fascio emergente dopo essere stato riflesso da uno specchio cilindrico si proietta su uno schermo.

3)                            Spettri di assorbimento e di emissione, con un dispositivo analogo, ma combinato con filtri di assorbimento cambianti posti davanti al prisma e sostituendo, in un altro dispositivo simile, la lampada normale con sorgenti luminose diverse.

4)                            Fenomeni di polarizzazione. Proiettando su di uno schermo le immagini ottenute mediante una polarizzatore rotatorio. Collocando davanti all’osservatore estese lamine di gelatina di Land, girevoli, per mostrare la progressiva scomparsa e ricomparsa di oggetti retrostanti che riflettono la luce polarizzata. Sovrapposizione di due gelatine di Land, girevoli in senso contrario per mostrare la scomparsa ciclica della luce non polarizzata. Sovrapposizione di gelatine girevoli con lamine di cellophan tagliate ad esempio a forma di stelle per mostrare il progressivo cambio di colori.

5)                            Fenomeni di interferenza, con un dispositivo che fa vedere su schermo l’interferenza della luce proveniente da due punti luminosi che si spostano lentamente uno rispetto all’altro.

6)                            Effetto stroboscopico visualizzato con un tubo luminescente a vapori di mercurio e una ruota girevole ch si ferma apparentemente ogni volta che si sostituisce la luce ad incandescenza con quella del tubo luminescente. In un’altra dimostrazione la ruota vene sostituita da una stella tripla a punte molto aguzze. Le tre stelle, una rossa, una gialla e l’altra azzurra girano concentricamente. Quando sono illuminate con la luce ad incandescenza si vede per effetto della rapidità del movimento soltanto un disco.

7)                            Composizione cromatica. Si proiettano su uno schermo, successivamente, tre immagini parziali componenti, la gialla, la rosso-arancio e la azzurro-verde di una composizione pittorica. All’inizio la frequenza con la quale le tre proiezioni si succedono è lenta e allora appaiono ben distinte e distanziate nel tempo. Quando la velocità accelera appare la composizione integrale dell’immagine completa e policroma.

8)                            Fluorescenza. In un diorama si fa una composizione decorativa con materiali fluorescenti e si alterna l’illuminazione con lampade normali ad incandescenza con l’eccitazione della fluorescenza per mezzo di sorgenti a raggi ultravioletti.


[1] ACS, fondo E42.

[2] Testo tratto dal documento La Mostra della luce e le sue applicazioni, ACS, Fondo E42.

TRATTO DALLA TESI DI LAUREA “LUCE E ARCHITETTURA IN TRE EDIFICI DELL’E42” DI VALENTINA GIANNICCHI. UNIVERSITà LA SAPIENZA DI ROMA, FACOLTà DI ARCHITETTURA. RELATRICE: PROF. SSA ANTONELLA GRECO, CORRELATRICE: ARCH. LEDA DIODOVICH. ANNO 2009.


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