Antonella Rossi e Progetto Donna all’AltaRoma 2013

foto anto rossi delfini01

Questa collezione, nata da un’attenta riflessione, vuole rendere alla Bellezza il suo significato e il suo valore, restituendo alla donna dignità e quei diritti sociali e umani ancora non affermati e rispettati.

Al centro della ricerca di Antonella Rossi vive una donna dalla personalità consapevole che si esprime per contrasto e per affinità, una donna capace di esaltare la leggerezza della propria femminilità così ricca di dettagli: dettagli ricercati nelle atmosfere africane, che sono un forte motivo, un’ispirazione sottile, un particolare stato d’animo per la stilista-imprenditrice.

foto carlotta morelli per a- rossi

La collezione, composta da 25 capi realizzati esclusivamente a mano, come vuole la migliore tradizione dell’Alta Moda Italiana, intende raccontare un incontro di culture e di conoscenza attraverso ciò che meglio sappiamo fare ed esprimere nell’ambito dell’Arte Tessile.

E’ un motivo comune quello che unisce saperi ed esperienze, e questa collezione dai tagli moderni ed essenziali, in stile anni ‘20, vuole fondere le forme e le silhouette del costume africano a quelle dell’estetica occidentale, immergendosi in natura, attraverso la coloristica africana che la terra e il sole donano ogni giorno.

A cascata, tonalità sabbia dalle infinite sfumature di dune; il rosa corallo dei fenicotteri del Parco Nazionale del Lago Kakuru in Kenya, ricamati dalle stesse donne africane, che diventano motivo caratterizzante di tutta la collezione; gli aranci infiammati del sole che scivolano fino al turchese chiaro e al verde acqua, per poi immergersi nel blu navy.

Kaftani, tuniche, pantaloni, giacche tre quarti. Questa sintesi di forme e di tagli è caratterizzata dallo scandire del tempo: giorno, pomeriggio e sera, per rispettare le antiche regole del bon-ton, che indicano per le speciali occasioni qualcosa di veramente eccezionale da indossare. Così come in Africa il vestire è sinonimo, attraverso le fogge e gli specifici motivi d’ornamento, di riconoscibilità sociale ed appartenenza, così anche in Europa l’abito sembra ancora “fare il monaco”, restituendo alla giornata le sue emozioni.

Le prime 5 uscite della collezione sono dedicate al giorno e tutte vedono come protagonista il lino delle morbide tuniche lunghe fino al ginocchio da portare con i pantaloni. 17 capi dedicati al cocktail e alla sera, lasciano spazio alle linee scivolate e alle fogge impero, interpretate da preziosi tessuti di seta: aereo chiffon, sinuoso georgette e poi raso, organza doppiata, e crêpe cady; infine per chiudere con 3 magnifiche spose.

Le acconciature, curate da Sergio Valente con il team “Premio Sergio Valente”- L’Oréal Professionnel e il trucco, curato da Loredana Vanini per l’Accademia di Trucco Professionale di Jole Panzera, vogliono richiamare gli anni Venti e Trenta, che il XX secolo ricorda come un tempo di straordinaria trasformazione e innovazione della moda femminile e della donna stessa.

Per Antonella Rossi “Progetto Donna” è un impegno morale, un imperativo categorico, un motivo importante che nasce innanzitutto dall’esigenza di sostenere e promuovere con forza i diritti delle donne, senza dimenticare che in tutto il mondo, e soprattutto nel nostro settore tessile, esse ricoprono un ruolo estremamente rilevante, oltre che in termini di mano d’opera,  per l’esperienza e la conoscenza della memoria tramandata.

La sfilata sarà l’occasione per il lancio in anteprima della collezione Lingerie Couture, dieci capi studiati e pensati per completare lo stile di una donna che sceglie di ritrovare se stessa “per se stessa”, svelando e celando al tempo stesso la propria femminilità come sinonimo di dignità di essere e di vivere per un’identità affermata.

 

Note su PROGETTO DONNA

Progetto Donna, è un progetto intrapreso dalle donne a favore e con le donne, nato in collaborazione con le Ambasciatrici rappresentanti i paesi africani, è un’idea d’impresa e di proposta, già avviata che già porta risultati e collaborazioni concrete. E’ un pensiero rivolto alla costruzione di un motivo comune che unisce culture e saperi, oltre che esperienze.

Sono motivi ideali e di vita quelli che ci spingono a partecipare al mondo e a dar voce alle migliori risorse umane del nostro paese e dei nostri vicini.

Sono motivi etici, di antica tradizione quelli che ci esortano a tramandare e trasmettere le nostre conoscenze per le future generazioni, valorizzando il patrimonio comune.

Sono motivi sociali, e morali quelli che ci esortano a rimettere in gioco, a restituire, ciò che ci è stato donato, costruendo così un’ampia partecipazione e un ponte che guarda lì dove lo sfruttamento è all’ordine del giorno.

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