Claudia Danna, Decay.zip: dove la ragione e i sogni si abbracciano caldamente

Essere artista ha sempre significato possedere ragione e sogni con le parole di Thomas Mann apro il mio articolo su Claudia Danna e sulla sua ultima collezione A/I presentata alle giornate di AltaRomaAltaModa 2014 per la XXXI Edizione di Una sera d’estate presso il complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, durante l’Altieri Fashion Award promosso dalla prestigiosa Accademia Altieri.

015 023 032 042 052 063 072 082 Danna 185 1022 1121 1224 1318 1416 1511 1610 1710

La kermesse, presentata dalla giovane Valeria Oppenheimer, ha visto la partecipazione di molti esperti del settore come ad esempio Carlo Alberto Terranova per Sarli, Edoardo De Giorgio per Gattinoni, Peter Langner, Mauro Gala, la giornalista Rai Antonella Armentano ma anche la deputata Giorgia Meloni ed altri ancora.

Si chiama DECAY.ZIP la nuova collezione di Claudia Danna, composta da una fusione di linguaggi opposti dalla coesistenza esponenziale. Il tema è la decandenza, il processo che partendo dal mondo vegetale ed esotico conduce l’uomo all’artificialità, per approdare infine allo scenario dell’archeologia industriale o delle cattedrali nel deserto. Luoghi in cui il punto massimo dell’artificiosità si innesta al centro di un patrimonio naturale. Le linee della collezione create dall’unione di elementi naturali ed artificiali, che si incontrano e si intrecciano fra loro, edificano una nuova dimensione: un non-luogo. Svincolandosi dalle vecchie architetture disegnative dei modelli, Claudia Danna dà vita ad un nuovo linguaggio: crea dei coprispalla ampi e gonfi, realizzati come fossero dei blocchi di muro – talvolta riempiti di murales, talvolta avvolti da elementi vegetali. Sono delle lunghe foglie brillanti, le stesse che si trovano su superfici di alluminio, ad evidenziare come un paesaggio di matrice urbana abbia comunque una commistione con la propria origine naturale.
La stilista parla di sensazioni tattili e sensoriali, mette ai piedi delle modelle sneakers spoty-chic e rende la camicia bianca fondamento versatile della collezione.
Ancora una volta, così come si era visto l’anno scorso durante la vittoria di Claudia dell’Altieri Fashion Award 2013, tornano le mascherine sul volto delle indossatrici: un mezzo che vuole trasmettere allontanamento ed ermetismo. Una dualità dal pronfondo senso di transizione: la maschera ci fa apparire ciò che non siamo, ma preserva la nostra vera essenza (cit. Claudia Danna).
Ogni forma è qui l’involucro di un concetto e questo concetto lavora all’interno della materia e la trasforma (cit. Emile Mâle). Un abbraccio intenso fra ragione e sogni: è questa quello che intendiamo quando parliamo di Claudia Danna e del significato di essere una vera artista. C.F.

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