Missoni, l’Arte e il Colore. Suggestioni senza tempo

Inaugurata da pochissime settimane la mostra di Missoni al Maga di Gallarate. Aperta fino all’8 novembre. La mostra rientra nelle attività di Expo, di cui Fiat Chrysler Automobile è Global Sponsor.

Partner della mostra è la casa automobilistica Lancia, azienda che collabora con la maison da quasi trenta anni, da quando nel 1987 lo stilista firmò una versione fashion della Y10 Fire LX. Impossibile non ricordare la sorprendente carrozzeria bicolore, originalissima per quel tempo: il portellone era nero e metteva in bella mostra il marchio Missoni, il resto della carrozzeria di colore blu Memphis. A stupire anche gli interni: sedili in velluto Missoni; plancia e pannelli in nocciola Alcantara.

La maison sceglie il suo posto del cuore

Veduta dell’installazione Le forme della moda, allestita per la mostra al MA*GA con abiti Missoni dal 1953 al 2014. Photo Marco Cappelletti
Veduta dell’installazione Le forme della moda, allestita per la mostra al MA*GA con abiti Missoni dal 1953 al 2014. Photo Marco Cappelletti

Proprio da Gallarate, infatti, nel 1953 i fondatori storici Ottavio e Rosita avviarono il loro sogno nel mondo della moda. Creativo, brillante, geniale: da allora il marchio è divenuto icona di stile e di identità del Made in Italy. La mostra parte dalle origini, un modo per valorizzare al meglio il territorio delle eccellenze italiane nel mondo. In tutto il percorso espositivo il richiamo all’arte è forte, quasi prepotente. Non è un caso infatti che la curatela sia stata affidata a grandi come Luciano Caramel, Luca Missoni ed Emma Zanella. Il legame con l’arte è proprio il file rouge di tutta l’esposizione. Colore e ricordi avanguardistici sfilano sotto gli occhi dei visitatori. Un dialogo che mette in connessione molteplici esperienze visuali e percettive, coinvolgendo e legando insieme tante e diverse dimensioni.

L’esposizione si apre con la suggestiva video-installazione di Ali Kazma Casa di moda, nata nel 2009 per mettere in luce l’esclusivo connubio tra l’aspetto artigianale che affonda nella tradizione e il design contemporaneo. Nella sezione Le Radici ci si confronta con le avanguardie storiche: dall’astrattismo lirico di Sonia Delaunay, imprescindibile insieme a Kandinsky, al Futurismo di Balla e Severini e, come ricorda Luciano Caramel nel suo testo, “pregnante soprattutto il rimando a Klee, fondamentale per la comprensione della complessa cultura e pratica pittorica di Missoni”. Chiari riferimenti sono anche rivolti a Munari, Veronesi, Soldati, Rho, Fontana o Vedova; o ancora la Forma1 con Dorazio o Accardi.

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vedIl progetto collaterale che è partito dall’esposizione è senza ombra di dubbio degno di nota. Tanto di cappello infatti all’iniziativa che prevede di “vestire” le vetrine del centro vuote con immagini che richiamino la mostra e, più in generale, i temi legati ad Expo, agevolando la nascita di temporary shop durante tutto il periodo dell’esposizione universale.

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