Made with eyeglasses

Eyeglasses e design, un passaggio veloce per composizioni inconsuete e sbalorditive. È il “laboratorio della luce”: idee, riproduzioni, ispirazioni, studio e recupero dei materiali, delle componenti, degli oggetti più disparati al fine di comporre originalità. Agguerrito e in continua evoluzione, soprattutto negli ambiti in cui rispetto per l’ambiente e produzioni di energie rinnovabili sono principali propulsori della progettazione dell’illuminazione.

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È sorprendente scoprire che, fra le tantissime soluzioni lanciate sul mercato oggi, esistano lampade made with eyeglasses, realizzate cioè grazie alla giustapposizione di occhiali da vista o da sole. Proprio così! Immediato esempio è il Gruppo Gibam che nella creazione di arredamento per negozi ha fondato il marchio Vide Solution, per soli negozi di ottica. L’azienda produce lampade artigianali, completamente fatte a mano, con le “bacchette” di acetato che vengono scartate nella fabbricazione degli occhiali. Ogni volta ci troviamo davanti ad un pezzo unico, a secondo del periodo e degli scarti a disposizione.

Ha adottato un sistema integrato di illuminazione e riciclo dei materiali il negozio di ottica Europtics, Cherry Creek – Colorado. Dopo aver portato tutte le vecchie collezioni polverose nel sottotetto ha avuto il capriccio di creare una finestra di vetro nel soffitto e di depositare una valanga di occhiali proprio lì: la luce filtra direttamente dagli occhiali.
Interessante anche l’allestimento di Envision Optical (Vancouver): un vero e proprio candeliere di vetro soffiato, classico e dal colore accattivante. Scenografica è l’illuminazione realizzata per il 20° anniversario della Götti Sunglasses: 541 occhiali arrotolati in un virtuoso movimento flessibile e agile.

Veramente antitetica è poi la Celebrity Lamp. Realizzata dalla Deeply Madly Living, è costituita da 40 paia di occhiali da sole a goccia, per tale ragione detta anche Aviator Lamp. Un procedimento inverso: la luce non è schermata ma irradiata a partire da questi elementi.
Finora abbiamo parlato di negozi o aziende, ma se volessimo fare il nome di un light designer primo fra tutti sarebbe Stuart Haygarth: rivoluzionario e sostenibile? Sicuramente nel suo operato compie azioni di reimpiego, mette insieme oggetti quotidiani e dà vita a vere e proprie opere d’arte. Asticelle, occhiali da sole o da vista e altri oggetti assemblati sempre con una linea elegante, senza tempo.
Le forme e le produzioni sono moltissime; non solo lampade e illuminazioni ma anche sculture oppure oggetti di uso comune: cassette per la posta, ciondoli e gioielli, abiti. C’è stata anche l’invasione delle istallazioni luminose: una è la cosiddetta Funkusty per Taylor Paul Eyewear, un campione di asticelle fluo per un look unico. Tutto rigorosamente “made with eyeglasses”.

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