AltaRoma 2016: Luigi Borbone riflette sulle diverse forme attuali della femminilità

Mi sono avvicinata alla nuova collezione di Luigi Borbone – che è stata presentata durante le giornate di AltaRoma AltaModa nella capitale presso l’Ex Dogana dello Scalo di San Lorenzo, lo scorso 30 gennaio 2016 – con irriducibile curiosità. Ciò che mette in mostra con le sue nuove creazioni dal titolo “Kore o Orlando. Le diverse forme del femminile” è la metafora della vita quotidiana. La riflessione nasce a partire da temi dell’attualità legati al transgender, concentrandosi poi “sulla donna e sulla difficoltà di dover sostenere tanti ruoli diversi, rischiando di perdersi nel tentativo di mantenere comunque la propria femminilità”. Una collezione ricca di riferimenti intellettualmente alti e profondi che si ispira all’immagine dell’attrice Tilda Swinton. In particolare l’allusione è all’ambiguo protagonista di Orlando, tratto dall’omonimo romanzo di Virgina Woolf e diretto dal regista Sally Potter.

"Tilda swinton orlando". Con licenza Copyrighted tramite Wikipedia - https://it.wikipedia.org/wiki/File:Tilda_swinton_orlando.png#/media/File:Tilda_swinton_orlando.png

L’interpretazione di Tilda è stupefacente per la capacità di percorrere la sessualità del personaggio che cambia nel corso della narrazione. È proprio con questa pellicola che la Swinton viene consacrata interprete ideale del “doppio” e della diversità.

In tali vesti infatti la rivedremo più avanti in altri suoi lavori (ad es. Constantine, dove è l’Arcangelo Gabriele; Teknolust, dove è clone di se stessa o nella pellicola musicale The Stars are out Tonight insieme a David Bowie, e in altri ancora).

I riferimenti per Borbone non finiscono qui però: se nel romanzo della Woolf genere femminile e maschile altalenano, ad avvicendarsi è anche la figura di Kore o Persefone la donna eternamente doppia che vive metà dell’anno negli inferi e l’altra metà sulla Terra. E la citazione filmica è presto fatta con il lungometraggio di Henry George Clouzot “L’Enfer” in cui Kore è interpretata da Romy Schneider, in sembianze allo stesso tempo benefiche e dannate.

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Seguendo queste ispirazioni gli abiti percorrono diverse maniere e diversi stili: la silhouette del ‘700 fa strada alle linee anni ’50 fino libertà sessuale dei ’70 con le più osate trasparenze. La gamma cromatica è iridescente e in parte cangiante: verde, rosa, carta da zucchero. Come in una perfetta opera impressionista non esiste il nero: il colore più scuro utilizzato è il blu profondo “per dire che la metamorfosi avviene prima all’interno della donna e poi all’esterno”. Tanti i materiali preziosi come seta, pizzi e swarovski.

La couture consente di raccontare qualcosa che va al di là dell’ordinario, come opportunità creativa del designer che può dare libera interpretazione alla sua visione riaprendo nuove strade alla moda contemporanea, superando crisi e limiti, lavorando ispirato come un artista che crea nuove correnti.

In passerella a dar vita all’ispirazione di Luigi Borbone la tanto acclamata modella Tetyana Veryovkina. Il lavoro di Borbone è supportato dalle doti artigianali delle sarte che collaborano con lui e grazie al contributo del mecenate malese Dott. Noordin Ahmad (che ha visto nel lavoro di Borbone la possibilità di sostenere un giovane talento ancora capace di usare preziose tecniche artigianali reinterpretandole in chiave contemporanea) di Swarovsky Element con la rete Crystal Net e Ricamificio Transfermania.

Credits: Press Office Luigi Borbone, AltaRoma

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