Italia: il paese dell’arte che non consuma arte

Creatività e produzione culturale: un paese tra declino e progresso. 

è il titolo dell’ultimo rapporto di federculture.

Secondo i dati:

la nostra migliore università pubblica è al 173° posto nella classifica mondiale, abbiamo i consumi più bassi d’Europa nella voce “ricreazione e cultura”, 6000 cervelli l’anno emigrano negli Stati Uniti, siamo al 46° posto per competitività mondiale, i nostri quindicenni sono oltre i trentesimi posti per competenze di lettura, cultura scientifica e matematica, il tasso di disoccupazione è più basso solo di Croazia, Grecia e Polonia…

eppure

MIRACOLO ITALIANO:

siamo il secondo posto al mondo

(dopo la Cina ovviamente)

ad esportare il maggior numero di prodotti creativi

per un valore di 28008 milioni di dollari.

E ancora… e questa è veramente fantastica:

siamo il quinto paese al mondo per attrattività e grado di notorietà nazionale,

e secondo posto al mondo (dopo l’Egitto) per patrimonio storico.

dulcis in fundo…  con ciliegina sulla torta:

primo posto al mondo per patrimonio artistico e culturale.

Come al solito c’è qualcosa che non torna e l’analisi dei dati lascia alquanto perplessi e sconcertati.

Detta così sembra una grande officina di produzione creativa in cui le risorse mal gestite, o in sovraccarico, o magari perchè non adatti alla produzione creativa, (tasso di disoccupazione), non riescono a soddisfare le esigenze di benessere sociale e soddisfazione pubblica del singolo cittadino.

Mi sembra quasi di desumere che gli italiani non guardano l’arte perchè la fanno.

Mi sembra quasi di capire che questo paese strabordi di risorse creative a tal punto di dover necessariamente esportare “le sue Ferrari” nel mondo.

Questo ritratto di un’Italia vestita da artista stracciona, vecchia, ignorante e insoddisfatta eppure fantasticamente nota a tutto il mondo dovrebbe portare a conclusioni un po’ diverse.

O magari ad una più chiara consapevolezza e valutazione di un reale stato di fatto del livello di entusiasmo in cui si opera in questo grande laboratorio che nonostante tutto continua imperterrito ad esportare con continuità e decisione, ammirato e apprezzato in tutto il mondo, prodotti artistici e culturali.

Per i dati di Repubblica: http://download.repubblica.it/pdf/2008/cultura-italia.pdf

Per un articolo in in merito: http://quattrotretre.wordpress.com/ di Francesca Spaziani Testa

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20 thoughts on “Italia: il paese dell’arte che non consuma arte

  1. Grazie per il link al mio post, che tu chiami articolo e che per me rappresenta, semplicemente, l’ennesima dimostrazione di quello che diciamo da tempo. Qualcuno ci prende per matti o per scansafatiche (nonostante lauree con il massimo dei voti e anni di lavoro). Magari davanti a qualche dato, ai freddi numeri, quel qualcuno avrà poco da dire e molto su cui riflettere.

  2. Lo chiamo articolo perchè comunque è scritto da una giornalista di professione.

    Mi sembra il minimo.

    Poi sono così contenta del tuo ingresso in rete.

    In effetti c’è poco da dire.

  3. Abbiamo la più grande creatività artistica/scientifica del mondo (ma questo è un dato assodato dal tempo ormai) ma non abbiamo sufficiente cultura per capirla (fischiano le orecchie alla pubblica istruzione…e alle istituzioni più in generale). Ed è così che molti artisti approdano oltre oceano insieme ai nostri scienziati che qui si preparano comunque bene ma se disgraziatamente decidessero di fare i ricercatori (quindi fare giustamente come lavoro ciò per cui hanno studiato) praticamente sono “costretti” ad andare all’estero (chi ci può andare).

    Abbiamo una produzione culturale enorme, come dici giustamente te. Pensa se ci fosse a monte un piano organizzativo di questa enorme catena produttiva. Se ci fosse una formazione più adeguata, delle informazioni di più facile accesso e tempestive, una strategia per far fruttare sta industria qui…allora forse aumenterebbe decisamente di più la produzione, il consumo interno raddoppierebbe (godremmo finalmente dei nostri meravigliosi cervelli e della nostra creatività, li osanneremo anche in patria finalmente e crescendo la loro importanza chissà, crescerebbero finalmente i loro stipendi) e il benessere collettivo. Scusate se mi sono dilungato ma l’articolo è scritto molto bene e l’argomento mi appassiona. Complimenti.

  4. Grazie a te invece.

    Anche perchè è proprio la passione che poi smuove le cose.

    Cmq io spero e credo sempre nelle future generazioni.

    Bello il piano di “gestione” di tutte queste energie creative…

  5. Sai la creatività nell’uomo prospera sempre (mia personale opinione). Saperla gestire significa darle un occasione per essere buttata fuori, quindi saperla sfruttare. Io mi arrovello sempre su un quesito: se nella bambagia totale escono fuori sempre nuovi talenti, allora la domanda è: e se tutto ciò fosse gestito da persone capaci cosa accadrebbe?

  6. Dedicarsi oggi all’arte o alla cultura in un paese come il nostro è davvero difficile. mi sono laureata per passione in conservazione dei beni culturali perchè credevo nella “potenza” culturale e spirituale della storia . ho sempre pensato che conoscere come siano nati , studiare le culture che ci hanno preceduto aprisse la mente e ci aiutasse a crescere. ma poi purtroppo mi sono scontrata con la dura realtà. Sono uscita dall’università con la testa imbottita delle solite frasi di rito
    1)L’italia è il tesoro del mondo ??
    2)abbiamo il 70% dei Beni Culturali di tutto il pianeta ????( qualcuno probabilmente crede di aver fatto un elenco dettagliato e di averne potuto ricavare una percentuale)
    3) chi non conosce e valorizza il proprio passato non può costruire il proprio futuro??????
    E poi…..

    * Leggo sul sito del Ministero della pubblica istruzione che le classi di concorso 43/A e 50/A sono bloccate ai laureati in Conservazione dei BBCC dopo il 2001( peggio per chi si è iscritto successivamente o ha osato laurearsi dopo)che devono quindi dare esami integrativi (altri?)

    * I concorsi spesso neanche nominano la suddetta laurea e ti ritrovi a dover fare una telefonata a qualche non meglio specificato ufficio rapporti con il pubblico spiegando di che titolo si tratti.

    Quando ti va bene ti rispondono: ah, ho capito studi per diventare come Sgarbi ( non che ci sia niente di male, ma che risposta è?).

    * Per accedere alla SISS devi integrare i tuoi esami con alcuni da ostenere nella facoltà di lettere. ma le due lauree non sono equipollenti dal 2001?

    Allora io che faccio?

    Commessa

    Call Center

    Baby-sitter

    Volantinaggio

    ma allora perchè ho studiato?

    e dire che poi ho fatto anche un master in economia gestione e marketing dei turismi e dei beni culturali da 5000 euro in una prestigiosa università italiana.

    Ecco anche quella un’esperienza particolare.

    Prima del bonifico ti dicono che entro 6 mesi garantiscono l’inserimento nel mondo lavorativo salvo poi ritrattare il giorno dell’inaugurazione del master (ormai i soldi erano in mano loro) dicendo:noi non siamo un’agenzia di collocamento.

    Beh si è vero, ma allora perchè quando mi devo iscrivire mi prometti mari e monti e poi …

    vabbè purtroppo ormai mi sono rassegnata e anche se oggi lavoro in un’agenzia che organizza eventi culturali ho capito che la cultura interessa a pochi mentre i finanziamenti e i fondi a tanti .
    a presto se ti va vieni sul mio blog

  7. Io credo che nel post e nei commenti ci sia un pò troppa di retorica. Lungi da me l’intenzione di fare il guastafeste (;)) ma il fatto è che all’estero semplicemente il made in Italy tira. Ci godiamo i successi delle generazioni passati, ed è obiettivo dei giovani tirarci fuori. Credere che l’Italia abbia qualche tipo di primato scientifico mi sembra un pò una idiozia anche solo pensarla, anche se è comprensibile dato che comunque i media di regime intendono far passare questa come informazione perchè conveniente ad un clima di rilassamento. Il fatto poi che il nostro paese non “consumi” arte è un fatto piuttosto negativo, perchè quei dati si riferiscono ai dati in generale, e non credo che tutti gli artisti vendano all’estero. Alcuni artisti che in Italia sono piuttosto noti soffrono di questo, perchè non avendo aperte le frontiere, probabilmente anche per scarsa iniziativa loro ok, ma è pur sempre un danno. Io vedo il panorama italiano come piuttosto fatiscente, ma non per questo smetterò di lavorare per migliorare le cose. Poi vabbè, spiegare come sarebbe troppo lungo! 😉
    A presto

    PS: cervelli italiani tanto osannati all’estero? Forse di maiale, specialità tipica dell’alto Lazio…

  8. Per Claudia…
    capisco il tuo sfogo…
    fai bene a denunciare i fatti nella loro ridicola e grottesca fenomenologia.

    Dovrà pur smuoversi qualcosa prima o poi, o no?

    Per Peja: se all’estero il made in Italy tira, ci sarà un motivo o no?

    Sono sicura che “tirerai” pure tu… 🙂

  9. Per quanto riguarda architettura e design (ma solo per alcune cose) concordo abbastanza.

    Per quanto riguarda la moda assolutamente no.

    In quel campo gli italiani sono indiscutibilmente i migliori.

    Poi se consideriamo alcuni campi del design, come il progetto d’automobile… beh.

    Che ne vogliamo parlare?

    Ho veramente grande perplessità nel giudicare miglior progetto tra una Ferrari e la nuova Fiat 500.

    Un restyling veramente perfetto.

    Orgogliosiossima di vedere la striscetta con il tricolore (che sa un po’ di coatto) su queste scatolette modellatissime che hanno ridisegnato un’ epoca.

    Credo che in questi casi c’è molto di più di un glorioso passato.

  10. Manifestiamo contro il governo, stanno privatizzando tutto e distruggendo Università, cultura, ricerca e noi giovani….!!!!!!!!

  11. Personalmente manifesterei contro quelli che hanno votato questo governo.

    Per il resto non mi aspettavo niente di diverso da quello che stanno facendo.

    I rischi e i limiti della democrazia sono questi.

    D’altra parte che ti aspettavi da Berlusconi?

    Si sa che i primi tagli sarebbero stati a fondi culturali e all’istruzione pubblica.

    Anzi… ne vedremo delle belle quando inizierà a toccare pure la sanità.

    è un criminale.

  12. D’accordissimo, è implicito nella volontà di manifestare…ma davvero, perciò se hai qualche bizzarra idea tipo flash mob proponi…

  13. Peggio del peggio…
    oggi mi alzo baldanzosa per recarmi a lavoro e approposito di arte, cultura e pubblica istruzione…leggo sul giornale ” Tagli per 1.5 miliardi. A rischi corsi e docenti”.
    Votata la fiducia dalla Camera al Provvedimento che racchiude in se, l’ennesimo calcio alla cultura…1.5 miliardi in meno e limitazione delle assunzioni dei professori universitari…( in 5 anni 6400 docenti in meno).
    Non aggiungo altro…mi sembrava doveroso dimostrare i fatti e complimentarmi con la Ministra dell’Istruzione Gelmini. Ma quale istruzione? Ministro dell’ignoranza…i talenti andranno via dal Belpaese più di prima, ora sarà impossibile accedere ad un dottorato e fare ricerca. 8000 docenti andranno in pensione, 1600 verranno assunti in ruolo per la loro sostituzione.
    CLAP CLAP CLAP….
    Metastasi rampante….

  14. Ripeto che sono dei criminali e peggio di loro chi li ha mandati a governare.

    Ma sta bene a tutta l’Italia.

    Anzi è ancora poco.

    Per Massi:

    quando vuoi io sono pronta.
    Sicuramente a settembre no?

    Alla Minerva, giusto?

  15. Infatti, ora che le tasse universitarie arriveranno alle stelle, visto il provvedimento, mi viene in mente una sola parola…regressione culturale…

  16. Regressione culturale?

    Di più. Qui c’è una vera e propria regressione sociale.

    e pensare che era stato fatto un ’68 (nell’esatto senso della parola) per l’università per tutti, per il libero accesso al sapere, di tutte le classi sociali e non solo di quelle privilegiate.

    Di questo passo, tra il caro-affitti e il caro-vita, aggiungiamo anche caro-libri e tasse astronimiche in quanti potranno ancora permettersi di studiare all’università?

    Ma se non interessa ai cittadini… in finale non mi sembra neanche il caso di rincarare la dose.

    w l’ignoranza.

    (era ironico e molto deluso ovviamente)

  17. Si si Sharon lo so…

    infatti io non sono responsabile di questo scempio.

    Per Massi:

    molto probabilmente ci sarò.

    L’unica cosa che mi inquieta è che certa gente si rende conto della realtà solo adesso che toccano i portafogli.

    Mi ricordo esattamente quando all’interno della Sapienza si muoveva una certa odiosa corrente filo-destroide

    ovviamente ben mascherata da sinistra.

    E un’altra ben più dichiarata,
    un certo Vento di cambiamento,
    che puzzava di marcio e di figli di una classe dirigente corrotta e insana.

    Cmq meglio tardi che mai.

    Aprire gli occhi, intendo.

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