Democrazia ed eguaglianza in America: come l’eguaglianza delle condizioni sia stata possibile in America

Nella Democrazia in America, Tocqueville esordisce annoverando l’eguaglianza delle condizioni come una delle “cose nuove” che, durante il suo viaggio di studio, attirarono di più la sua attenzione.

Secondo l’analisi del filosofo, l’eguaglianza rappresenta una chiave di lettura per l’interpretazione della vita politica, della legislazione, nonché dell’opinione pubblica e del costume della società americana.

In tutto il corso dell’opera il filosofo tende, infatti, a dimostrare che i fondamenti di tutte le convinzioni americane assumono come loro principio l’eguaglianza delle condizioni sociali. Proprio l’influenza di questo fenomeno determina quella serie di fattori che conducono allo stato democratico.

Le prime condizioni di possibilità vengono riscontrate nell’origine del popolo americano, in quanto non esiste un’opinione, un argomento, una legge che non possa essere a ciò ridotta. Gli Stati Uniti sono infatti il solo Paese in cui si è potuto assistere ad uno sviluppo naturale e tranquillo di una società. Gli emigranti che occuparono in diversi tempi il territorio differivano, come si può bene pensare, in molti punti. Nonostante ciò avevano sostanziali tratti in comune: in primo luogo la lingua e la provenienza dallo stesso Paese, l’Inghilterra. All’epoca delle prime migrazioni il dogma della sovranità popolare era insito nelle convinzioni inglesi. L’istruzione del popolo cresceva sempre di più, fomentata da dibattiti intellettuali per le lotte religiose del mondo cristiano. Le cause che contribuirono allo sviluppo di una democrazia sono, secondo Tocqueville, due: gli emigranti non avevano alcuna idea di una qualunque superiorità degli uni sugli altri e si trovavano nelle stesse condizioni di povertà e di indigenza. Eppure Tocqueville distingue le colonie del Sud da quelle del Nord, ravvisando una diversa gradazione. I fondatori della Virginia, stato del Sud e prima colonia inglese erano cercatori d’oro, gente di basso rango, inquieta e turbolenta, giunta nel nuovo mondo nel 1607. Successivamente si stabilirono industriali e coltivatori, gente più morale e tranquilla, ma comunque appartenenti a classi inferiori in Inghilterra.

Si introdusse subito la schiavitù, influendo così sulle leggi e sull’avvenire di tutto il Sud. Questa legislazione contrastava con il principio dell’eguaglianza delle condizioni ed è appunto questo il limite che separava gli stati del Sud da quelli del Nord.

I colonizzatori erano in genere uomini senza educazione e senza risorse oppure avidi speculatori in cerca di fortuna. Le colonie della Nuova Inghilterra, gli Stati del Nord, furono invece fondate da persone che appartenevano alla classe agiata della madre patria. La loro fondazione fu perciò singolare in quanto la società era composta da gente né ricca né povera, unita dallo stesso scopo. Il motivo per cui intere famiglie inglesi si insediavano nel nuovo mondo era essenzialmente spirituale. Lasciando le agiatezze del nuovo mondo volevano far trionfare la loro idea religiosa.

Queste persone appartenevano infatti alla setta dei puritani. Caratteristiche essenziali di questa dottrina religiosa e sociale erano l’austerità dei principi morali e civili di vive convinzioni democratiche e repubblicane.

Gli emigranti erano circa 150, fra uomini, donne e bambini. Appena sbarcati sulle inospitali rive della Nuova Inghilterra pensarono di organizzarsi in una società.

Un contratto sottoscrisse la nascente società politica garantendo la promulgazione delle leggi e l’istituzione della magistratura in virtù dell’onore della patria, della gloria di Dio e della religione cristiana.

L’osservanza delle leggi divine secondo i puritani conduce dunque l’uomo alla libertà e alla civiltà.

Tocqueville quindi riassume il carattere della civiltà anglo-americana sostenendo che essa è il prodotto di due elementi perfettamente distinti e spesso combattuti, ma in America meravigliosamente combinati: lo spirito di religione e lo spirito di libertà.

Ultimo importantissimo fattore che ha contribuito storicamente all’effettivo sviluppo di un sistema democratico è secondo Tocqueville, la mancanza di una classe aristocratica.

L’America, terra di libertà, ha sempre rifiutato l’insediamento di un’aristocrazia terriera ricca e potente, proprio per garantire quell’eguaglianza civile che questo popolo ama. La mancanza di un passato fondato, e quindi di una gestione oligarchica dello stato, ha permesso agli emigranti puritani, democratici e repubblicani, di fondare un sistema totalmente diverso da quello dell’ancien regime da cui essi stessi provenivano; sistema ancora vigente, seppure barcollante, nella vecchia Europa sia al momento della fondazione delle colonie (1620) che della loro successiva Indipendenza (1776).

Tratto da: Paragrafo 2 della Tesina redatta da Valentina Giannicchi per l’esame di Storia della Filosofia Moderna nel seminario Le testimonianze e riflessioni di Tocqueville in America del professore emerito Nicolao Merker, Facoltà di Filosofia della Sapienza, A.A. 2000/2001


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.